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Esercizi sui vettori con coordinate polari

Iniziamo vedendo qualche esempio della rappresentazione tramite coordinate polari.

Ricordiamo che anche in questo caso abbiamo due valori: il primo rappresenta ρ, cioè la norma del vettore, mentre il secondo rappresenta θ, cioè l’angolo tra OP ed il semiasse positivo delle x.

{\color{blue} \rho=1,\  \theta=0}\\
	{\color{green} \rho=2,\ \theta= \pi} \\
\ \\
	{\color{orange} \rho=1,\ \theta=\frac{3\pi}{4}}\\
\ \\
	{\color{red} \rho=1,5,\ \theta= -\frac{\pi}{4}}\\
\ \\
	{\color{purple} \rho=2,5,\ \theta=\frac{7\pi}{6}}
Rappresentazione delle coordinate polari

Vediamo cosa possiamo rappresentare se abbiamo una sola delle coordinate polari.

Se abbiamo solo la norma, graficamente dobbiamo rappresentare delle circonferenze con centro l’origine e raggio il valore dato (questo perché per definizione la circonferenza è proprio il luogo geometrico dei punti equidistanti dal centro). Vediamo qualche esempio:

{\color{blue} \rho=2}\\
	{\color{green}\rho=0,5}\\
	{\color{orange}\rho=1,5}

Quindi graficamente:

Rappresentazione della norma

Se abbiamo solo l’angolo, graficamente dobbiamo rappresentare delle semirette, con punto iniziale l’origine e l’inclinazione data proprio da θ. Vediamo qualche esempio:

{\color{blue}\theta=\frac{5\pi}{6}}\\
\ \\
	{\color{green}\theta =-\frac{\pi}{2}}\\
\ \\
	{\color{orange}\theta=\frac{\pi}{4}}\\

Graficamente:

Rappresentazione degli angoli

Ricordiamo che l’origine ha ρ=0 e θ non definito, ma è l’unico punto nel piano cartesiano che ha queste caratteristiche.

Ora vediamo come passare dalle coordinate polari alle coordinate cartesiane e viceversa:
se conosciamo ρ e θ ricaviamo x e y nel modo seguente:

x=\rho\cos\theta\\
	y=\rho\sin\theta

Mentre, se abbiamo x e y e vogliamo ρ e θ:

\rho=\sqrt{x^2+y^2}\\
\ \\
	\tan\theta=\frac{y}{x}

dove per decidere che angolo θ prendere tra i due che otteniamo calcolando l’arcotangente, guardiamo in che quadrante era il punto indicato da x e y.

Passiamo a qualche conversione effettiva tra un tipo di coordinate e l’altro: iniziamo da quelle polari a quelle cartesiane.

{\color{blue}\rho=1,\ \theta=0\Rightarrow\ x=1\cdot\cos0=1\cdot1=1,\ y=1\cdot\sin0=1\cdot0=0}\\
	{\color{green}\rho=2,\theta=\pi\Rightarrow\ x=2\cdot\cos\pi=2\cdot(-1)=-2, \ y=2\cdot\sin\pi=2\cdot0=0}\\
\ \\
	{\color{orange}\rho=1,\ \theta=\frac{3\pi}{4}\Rightarrow\ x=1\cdot\cos\frac{3\pi}{4}=1\cdot\Big(-\frac{\sqrt2}{2}\Big)=-\frac{\sqrt2}{2}\approx-0,7}\\
\ \\
	{\color{orange}y=1\cdot\sin\frac{3\pi}{4}=1\cdot\Big(\frac{\sqrt2}{2}\Big)=\frac{\sqrt2}{2}\approx 0,7}\\
\ \\
		{\color{red}\rho=1,5 ,\ \theta=\frac{-\pi}{4}\Rightarrow\ x=1,5\cdot\cos\frac{-\pi}{4}=1,5\cdot\Big(\frac{\sqrt2}{2}\Big)=\frac{1,5\sqrt2}{2}\approx1}\\
\ \\
	{\color{red}y=1,5\cdot\sin\frac{-\pi}{4}=1,5\cdot\Big(-\frac{\sqrt2}{2}\Big)=-\frac{1,5\sqrt2}{2}\approx-1}\\
\ \\
{\color{purple}\rho=2,5,\ \theta=\frac{7\pi}{6}\Rightarrow}
{\color{purple}x=2,5\cdot\cos\frac{7\pi}{6}=2,5\cdot\Big(-\frac{\sqrt3}{2}\Big)=-\frac{2,5\sqrt3}{2}\approx-2,1}\\
\ \\
	{\color{purple}y=2,5\cdot\sin\frac{7\pi}{6}=2,5\cdot\Big(-\frac{\sqrt1}{2}\Big)=-\frac{2,5}{2}\approx-1,25}

Ora l’operazione inversa: passiamo dalle coordinate cartesiane a quelle polari.

{\color{blue}\vec a=(1,1)}\ \ {\color{green}\vec b=(-2,0)}\ \ {\color{orange}\vec c=(-0,5,-2,4)}\ \  {\color{red}\vec d=(2,-1,5)}\ \ {\color{purple}\vec e=(-1,2)}

Rappresentiamoli nel piano:

Rappresentazione dei vettori con coordinate cartesiane

Applichiamo le formule date in precedenza:

{\color{blue}\vec a=(1,1)\Rightarrow\ \rho=\sqrt{1^2+1^2}=\sqrt{1+1}=\sqrt2\approx 1,4}\\
\ \\
	{\color{blue} \tan\theta=\frac{1}{1}\Rightarrow \tan\theta=1\Rightarrow\text{per il calcolo di }\theta\text{ uso l'arcotangente}}\\
\ \\
	{\color{blue}\text{che mi darà sempre un angolo compreso tra } -\frac\pi2<\theta<\frac\pi 2}\\
\ \\
		{\color{blue}\text{Una volta individuato tale angolo controlliamo in che quadrante si trova  }}\\
		{\color{blue}\text{il punto di partenza grazie alle sue coordinate cartesiane: se è nel primo }}\\
		{\color{blue}\text{o nel quarto quadrante abbiamo finito, altrimenti usiamo gli archi}} \\
{\color{blue}\text{associati per spostarci nel quadrante che ci serve}}\\
\ \\
		{\color{blue}\arctan1=\frac\pi4}\\
\ \\
		{\color{blue}\text{Il punto di partenza ha entrambe le componenti positive, quindi è nel}}\\
\ \\
		{\color{blue}\text{primo quadrante}\Rightarrow\rho=\sqrt2,\ \theta=\frac\pi4}\\
\ \\
{\color{green}\vec b=(-2,0)\Rightarrow\rho=\sqrt{(-2)^2+0^2}=\sqrt{4+0}=\sqrt4=2}\\
\ \\
	{\color{green}\tan\theta=\frac{0}{-2}\Rightarrow\tan\theta=0}\\
\ \\
	{\color{green}\arctan0=0}\\
	{\color{green}\text{il punto di partenza ha ascissa negativa e ordinata nulla: siamo sull'asse }}\\
	{\color{green}\text{delle x tra 2 e 3 quadrante}\Rightarrow\text{per trovare il valore esatto di }\theta }\\
	{\color{green}\text{ricordiamo gli archi associati}\Rightarrow\tan\alpha=\tan(\pi+\alpha)}\\
	{\color{green}\text{quindi, nel nostro caso, }\theta=0+\pi=\pi}\\
	{\color{green}\text{In conclusione}\Rightarrow\rho=2,\ \theta=\pi}\\
\ \\
{\color{orange}\vec c=(-0,5,-2,4)\Rightarrow\rho=\sqrt{(-0,5)^2+(-2,4)^2}=\sqrt{0,25+5,76}=}\\
		{\color{orange}=\sqrt{6,01}\approx2,4}\\
\ \\
		{\color{orange}\tan\theta=\frac{-2,4}{-0,5}\Rightarrow \tan\theta=4,8}\\
\ \\
		{\color{orange}\arctan4,8\approx78,2 \text{°}=\frac{391\pi}{900}}\\
\ \\
		{\color{orange}\text{il punto di partenza ha sia  ascissa che ordinata negative: siamo nel}}\\
		{\color{orange}\text{terzo quadrante}\Rightarrow\text{riutilizzo gli archi associati}}\\
\ \\
		{\color{orange}\theta=\pi+\frac{391\pi}{900}=\frac{1291\pi}{900}}\\
\ \\
{\color{orange}\text{In conclusione}\Rightarrow \rho=\sqrt{6,01}\ \theta=\frac{1291\pi}{900}}\\
\ \\
{\color{red}\vec d=(2,-1,5)\Rightarrow\rho=\sqrt{2^2+(-1,5)^2}=\sqrt{4+2,25}=\sqrt{6,25}=2,5}\\
\ \\
 {\color{red}\tan\theta=\frac{-1,5}{2}\Rightarrow\tan\theta=-0,75}\\
\ \\
 {\color{red}\arctan-0,75\approx-36,9\text{°}=\frac{-41\pi}{200}}\\
\ \\
 {\color{red}\text{il punto di partenza ha ascissa positiva e ordinata negativa: siamo nel}}\\
 	{\color{red}\text{quarto quadrante, quindi non dobbiamo modificare }\theta}\\
\ \\
 	{\color{red}\text{In conclusione}\Rightarrow\rho=2,5,\ \theta=-\frac{41\pi}{200}}\\
\ \\
{\color{purple}\vec e=(-1,2)\Rightarrow\rho=\sqrt{(-1)^2+2^2}=\sqrt{1+4}=\sqrt5\approx2,2}\\
\ \\
	{\color{purple}\tan\theta=\frac{2}{-1}\Rightarrow\tan\theta=-2}\\
\ \\
	{\color{purple}\arctan-2\approx-63,4\text{°}=-\frac{317\pi}{900}}\\
\ \\
{\color{purple}\text{il punto di partenza ha ascissa negativa e ordinata positiva: siamo nel}}\\
	 {\color{purple}\text{secondo quadrante, quindi dobbiamo usare gli archi associati: iniziamo a }}\\
\ \\
     {\color{purple}\text{trasformare }-\frac{317\pi}{900}\text{ in un arco del quarto quadrante positivo}}\\ 
\ \\
     {\color{purple}-\frac{317\pi}{900}\Rightarrow\frac{317\pi}{900}+\frac{3\pi}2\pi=\frac{1667\pi}{900}}\\ 
\ \\
     {\color{purple}\text{usando ancora gli archi associati:}\frac{1667\pi}{900}-\pi=\frac{767\pi}{900}}\\
\ \\
     {\color{purple}\text{In conclusione}\Rightarrow\rho=\sqrt{5},\ \theta=\frac{767\pi}{900}}

Passiamo al calcolo del prodotto scalare attraverso le coordinate polari e che utilizzi può avere.

Ricordiamo come si calcola per le coordinate cartesiane:

\vec a=(x_a,y_a),\ \ \vec b=(x_b,y_b)\Rightarrow \langle\vec a , \vec b\rangle=x_ax_b+y_ay_b

Se lo riscrivo con le coordinate polari corrispondenti:

\vec a \Rightarrow \rho_a,\ \ \theta_a\\
	\vec b\Rightarrow \rho_b,\ \ \theta_b

Dove sappiamo che vale:

x_a=\rho_a\cdot\cos\theta_a,\ \ \ y_a=\rho_a\cdot \sin\theta_a\\
	x_b=\rho_a\cdot\cos\theta_b,\ \ \ y_b=\rho_b\cdot \sin\theta_b

Da cui otteniamo:

x_ax_b+y_ay_b=\rho_a\rho_b\cos\theta_a\cos\theta_b+\rho_a\rho_b\sin\theta_a\sin\theta_b=\\
\rho_a\rho_b\cos(\theta_a-\theta_b)

con l’ultima uguaglianza che deriva dalla formula di somma dei coseni.

Quindi abbiamo ricavato la formula del prodotto scalare per le coordinate polari:

\langle\vec a,\vec b\rangle=|\vec a||\vec b|\cdot\cos(\theta_a-\theta_b)\\
\text{Con }\theta_a-\theta_b=\text{ angolo compreso tra i due vettori.}

Proviamo a calcolare qualche prodotto scalare tra vettori:

{\color{blue}\vec a \Rightarrow \rho_a=2,\theta_a=\frac{3\pi}{4}}\ \ \ {\color{green}\vec b \Rightarrow \rho_b=1,\ \theta_b=\frac\pi6 }\\
\ \\
	\langle \vec a,\vec b\rangle=2\cdot 1\cos\Big(\frac{3\pi}{4}-\frac{\pi}{6} \Big)\Rightarrow 2\cos\Big( \frac{9\pi-2\pi}{12}\Big)\\
\ \\
	2\cos\Big(\frac{7\pi}{12}\Big)={\color{red}1\cancel{\color{black}2}}\cdot\frac{-\sqrt6+\sqrt2}{\color{red}2\cancel{\color{black}4}}=\frac{-\sqrt6+\sqrt2}{2}

Se li rappresentiamo graficamente, otteniamo:

Vettori a e b con angolo compreso

Vediamo un altro esempio:

{\color{orange}\vec a \Rightarrow \rho_a=1,5,\theta_a=\frac{5\pi}{6}}\ \ \ {\color{red}\vec b \Rightarrow \rho_b=2,5,\ \theta_b=-\frac{\pi }3 }\\
\ \\
	\langle \vec a,\vec b\rangle=1,5\cdot 2,5\cos\Big(\frac{5\pi}{6}-\Big(-\frac{\pi}{3}\Big) \Big)\Rightarrow 3,75\cos\Big( \frac{5\pi+2\pi}{6}\Big)\\
\ \\
	2\cos\Big(\frac{7\pi}{6}\Big)=3,75\cdot\Big(-\frac{\sqrt3}{2}\Big)=\frac{-3,75\sqrt3}{2}

Graficamente:

Vettori a e b ed angolo compreso

Infine vediamo come si può utilizzare il prodotto scalare:

Possiamo trovare un vettore in modo tale che abbia una norma determinata e che formi un angolo dato rispetto ad un altro vettore.

Per far questo dobbiamo impostare un sistema dato che ogni vettore ha due incognite: in questo caso usiamo la sua rappresentazione cartesiana, quindi vogliamo ricavare l’ascissa e l’ordinata

\vec v=(x, y)

La prima equazione sarà data dall’imposizione della norma:

|\vec v|=x^2+y^2= \rho 

mentre la seconda equazione impone l’angolo che vogliamo:

\text{ iniziamo calcolando il valore di \cos\theta (angolo compreso tra }\vec v\text{ ed il vettore dato }\\
\vec u\text{ )e poi utilizziamo la formula inversa del prodotto scalare }\\
\ \\
\langle\vec v,\vec u\rangle|\vec v ||\vec u|\cos\theta\Rightarrow \cos\theta=\frac{\langle\vec v,\vec u\rangle}{|\vec v ||\vec u|}

Osserviamo che questo tipo di esercizi in realtà ci restituirà due vettori: quello che forma col vettore iniziale l’angolo θ in senso orario e quello che lo forma in senso antiorario.

Proviamo coi numeri:

\text{vogliamo un vettore }\vec v=(x,y) \text{ di norma 2 e che formi con }\vec u=(-3,4)\\
\ \\
\text{l'angolo }\frac{\pi}{3}
\text{Calcoliamo il prodotto scalare:}\langle\vec v,\vec u\rangle=x\cdot(-3)+y\cdot 4=-3x+4y\\
\
\ \\\text{ e la norma}|\vec u|=\sqrt{(-3)^2+(4)^2}=\sqrt{9+16}=\sqrt{25}=5

Impostiamo il sistema:

	\begin{cases}
		x^2+y^2=2^2\\
		\cos\frac{\pi}3=\frac{-3x+4y}{2\cdot5}
	\end{cases}\\

\ \\

	\begin{cases}
		x^2+y^2=4\\
		\frac1{\color{blue}1\cancel{\color{black}2}}  =\frac{-3x+4y}{{\color{blue}1\cancel{\color{black}2}}\cdot5}
	\end{cases}\\
\ \\
	\begin{cases}
		x^2+y^2=4\\
	5  =-3x+4y
	\end{cases}\\
\ \\

	\begin{cases}
		x^2+y^2=4\\
		x = \frac{4y-5}{3}
	\end{cases}\\
\ \\

    \begin{equation*} 	\begin{cases} 		\Big(\frac{4y-5}{3}\Big)^2+y^2=4\\ 		x =\frac{4y-5}{3} 	\end{cases} \end{equation*}

\\ \ \\ \begin{cases} \frac{16y^2+25-40y}{9}+y^2=4\\ x = \frac{4y-5}{3} \end{cases}\\ \ \\ \begin{cases} 16y^2+25-40y+9y^2-36=0\\ x =\frac{4y-5}{3} \end{cases}

Se consideriamo la prima equazione:

25y^2-40y-11=0

Possiamo calcolarne il delta:

\frac\Delta4=4(20)^2-25\cdot(-11)=675\\
\ \\
	y_{1,2}=\frac{20\pm\sqrt{675}}{25}=\frac{20\pm15\sqrt3}{25}=\frac{{\color{blue}1\cancel{\color{black}5}}(4\pm3\sqrt3)}{{\color{blue}5\cancel{\color{black}25}}}=\frac{4\pm3\sqrt3}{5}

Ora possiamo sostituire i valori ottenuti delle y nel sistema per avere anche il valore delle x

	\begin{cases}
       y_1=\frac{4-3\sqrt3}{5}\\
		x_1 = \frac{4y-5}{3}
	\end{cases}\\
\ \\

	\begin{cases}
		y_1=\frac{4-3\sqrt3}{5}\\
		x_1= \frac{4\frac{4-3\sqrt3}{5}-5}{3}
	\end{cases}\\
\ \\

	\begin{cases}
		y_1=\frac{4-3\sqrt3}{5}\\
		x_1 = \frac{\frac{16-12\sqrt3-25}{5}}{3}
	\end{cases}\\
\ \\
	
		\begin{cases}
		y_1=\frac{4-3\sqrt3}{5}\\
			x_1 = \frac{-9-12\sqrt3}{15}
		\end{cases}\\
\ \\
	\begin{cases}
		y_1=\frac{4-3\sqrt3}{5}\\
		x_1= \frac{{\color{blue}1\cancel{\color{black}3}}(-3-4\sqrt3)}{{\color{blue}5\cancel{\color{black}15}}}
	\end{cases}\\
 \ \\

il primo vettore è quindi

\vec v_1=\Big(\frac{-3-4\sqrt3}{5}, \frac{4-3\sqrt3}{5}\Big)

Passiamo alla sostituzione del secondo valore di y trovato.

		\begin{cases}
			y_2=\frac{4+3\sqrt3}{5}\\
			x_2 = \frac{4y-5}{3}
		\end{cases}	\\
\ \\
	\begin{cases}
		y_2=\frac{4+3\sqrt3}{5}\\
		x_2= \frac{4\frac{4+3\sqrt3}{5}-5}{3}
	\end{cases}\\
\ \\
	\begin{cases}
		y_2=\frac{4+3\sqrt3}{5}\\
		x_2 = \frac{\frac{16+12\sqrt3-25}{5}}{3}
	\end{cases}	\\
\ \\

	\begin{cases}
		y_2=\frac{4+3\sqrt3}{5}\\
		x_2 = \frac{-9+12\sqrt3}{15}
	\end{cases}\\
\ \\

	\begin{cases}
		y_2=\frac{4-3\sqrt3}{5}\\
		x_2= \frac{{\color{blue}1\cancel{\color{black}3}}(-3+4\sqrt3)}{{\color{blue}5\cancel{\color{black}15}}}
	\end{cases}

il secondo vettore è quindi:

\vec v_2=\Big(\frac{-3+4\sqrt3}{5}, \frac{4+3\sqrt3}{5}\Big)

Infine vediamo un’ultima tipologia di esercizi: come ricavare l’angolo tra due vettori

\vec a =(x_a,y_a)\\
\vec b=(x_b,y_b)

Anche in questo caso possiamo utilizzare il prodotto scalare: sappiamo che

|\vec a||\vec b|\cos\theta=\langle \vec a,\vec b\rangle\Rightarrow\theta=\arccos\frac{\langle \vec a,\vec b\rangle}{|\vec a||\vec b|}

Vediamo un esempio di ciò:

\text{Consideriamo i vettori }\vec a =(2,1) \ e \ \vec b=(1,3)\text{. Qual'è l'angolo che si forma tra di loro?}

Iniziamo calcolando:

\langle \vec a,\vec b\rangle=2\cdot1+1\cdot3=5\\
\ \\
|\vec a |= \sqrt{2^2+1^2}=\sqrt5,\ \ \ \ |\vec b|=\sqrt{1^2+3^2}=\sqrt{10}

Quindi, applicando la formula che abbiamo visto prima:

\cos\theta=\frac{5}{\sqrt5\sqrt{10}}=\frac{5}{\sqrt50}=\frac{{\color{blue}1\cancel{\color{black}5}}}{{\color{blue}1\cancel{\color{black}5}}\sqrt2}=\frac{\sqrt2}{2}\\
\ \\
\text{Da cui}\\
\ \\
\arccos\Big(\frac{\sqrt2}{2}\Big)=\frac\pi4

Esercizi sui vettori con coordinate cartesiane

Iniziamo considerando gli elementi in

\mathbb R^2

rappresentati come punti e indicati tramite le loro coordinate cartesiane, cioè li indichiamo come

\vec v=(a,b), \text{ con } a,\ b\ \in\mathbb R, \text{ (dove }a \text{ rappresenta il valore sull'asse delle ascisse e}\\
 b\text{ il valore sull'asse delle ordinate). } 

Vediamo alcuni esempi e rappresentiamoli come punti:

{\color{blue}\vec u=(2,3)}\\
\ \\
{\color{green}\vec v=(-4,2)}\\
\ \\
{\color{orange}\vec z=(0,-3)}\\
\ \\
{\color{red}\vec w=(-1,-4)}\\
\ \\
{\color{purple}\vec t=(3,-1)}\\
Rappresentazione dei punti

Possiamo anche rappresentare i punti nel piano come vettori:

Rappresentazione dei vettori

Vediamo degli esempi di prodotti tra vettori e numeri reali:

Ricordiamo che, se consideriamo un vettore

\vec a =(x,y)

ed un numero reale

\lambda\in \mathbb R

allora

\lambda\vec v=(\lambda x,\lambda y)

cioè otteniamo un vettore che ha stesso punto di origine e stessa direzione del vettore originario. Inoltre, se

\lambda\geq0

il vettore mantiene il verso che aveva in origine altrimenti lo inverte. Quello che viene sempre modificato in una simile operazione è il modulo del vettore (cioè la sua lunghezza), che deve essere moltiplicata per il modulo di λ.

Vediamo qualche esempio partendo dai vettori trovati in precedenza utilizzando vari λ:

\vec u=(2,3)\\
\ \\
	{\color{blue}\lambda=2\Rightarrow\lambda\vec u=(2\cdot2,2\cdot3)=(4,6)}\\
\ \\
	{\color{green}\lambda=0.5\Rightarrow \lambda\vec u=(0.5\cdot2,0.5\cdot3)=(1, 1.5)}\\
\ \\
	{\color{orange}\lambda=-1\Rightarrow \lambda\vec u=(-1\cdot2,-1\cdot3)=(-2, -3)}\\
\ \\
	{\color{red}\lambda=-2\Rightarrow \lambda\vec u=(-2\cdot2,-2\cdot3)=(-4, -6)}

Vediamoli nel piano:

Vettore u moltiplicato per vari λ
	\vec v=(-4,2)\\
\ \\
	{\color{blue}\lambda=2\Rightarrow\lambda\vec v=(2\cdot(-4),2\cdot2)=(-8,4)}\\ 
\ \\
	{\color{green}\lambda=0.5\Rightarrow \lambda\vec v=(0.5\cdot(-4),0.5\cdot2)=(-2, 1)}\\
\ \\
	{\color{orange}\lambda=-1\Rightarrow \lambda\vec v=(-1\cdot(-4),-1\cdot2)=(4, -2)}\\
\ \\
	{\color{red}\lambda=-2\Rightarrow \lambda\vec v=(-2\cdot(-4),-2\cdot2)=(8, -4)}

Vediamoli nel piano:

Vettore v moltiplicato per vari λ
	\vec z=(0,-3)\\
\ \\
	{\color{blue}\lambda=2\Rightarrow\lambda\vec z=(2\cdot0,2\cdot(-3))=(0,-6)}\\
\ \\
	{\color{green}\lambda=0.5\Rightarrow \lambda\vec z=(0.5\cdot0,0.5\cdot(-3))=(0,-1.5)}\\
\ \\
	{\color{orange}\lambda=-1\Rightarrow \lambda\vec z=(-1\cdot0,-1\cdot(-3))=(0,3)}\\
\ \\
	{\color{red}\lambda=-2\Rightarrow \lambda\vec z=(-2\cdot0,-2\cdot(-3))=(0,6)}

Vediamoli nel piano

Vettore z moltiplicato per vari λ
	\vec w=(-1,-2) \text{ (usiamo un vettore }\vec w \text{ leggermente diverso da quello di prima }\\
\text{per non ingrandire troppo il piano cartesiano) }\\
\ \\
{\color{blue}\lambda=2\Rightarrow\lambda\vec w=(2\cdot(-1),2\cdot(-2))=(-2,-4)}\\
\ \\
{\color{green}\lambda=0.5\Rightarrow \lambda\vec w=(0.5\cdot(-1),0.5\cdot(-2))=(-0.5,-1)}\\
\ \\
{\color{orange}\lambda=-1\Rightarrow \lambda\vec w=(-1\cdot(-1),-1\cdot(-2))=(1,2)}\\
\ \\
{\color{red}\lambda=-2\Rightarrow \lambda\vec w=(-2\cdot(-1),-2\cdot(-2))=(1,2)}

Vediamoli nel piano:

Vettore w moltiplicato per vari λ

Infine guardiamo l’ultimo vettore:

	\vec t=(3,-1)\\
\ \\
	{\color{blue}\lambda=2\Rightarrow\lambda\vec t=(2\cdot3,2\cdot(-1))=(6,-2)}\\
\ \\
	{\color{green}\lambda=0.5\Rightarrow \lambda\vec t=(0.5\cdot3,0.5\cdot(-1))=(1.5,-0.5)}\\
\ \\
	{\color{orange}\lambda=-1\Rightarrow \lambda\vec t=(-1\cdot3,-1\cdot(-1))=(-3,1)}\\
\ \\
	{\color{red}\lambda=-2\Rightarrow \lambda\vec t=(-2\cdot3,-2\cdot(-1))=(-6,2)}

Vediamoli nel piano:

Vettore t moltiplicato per vari λ

Passiamo all’operazione di somma tra i vettori: se abbiamo i vettori

\vec a=(x_a,y_a) \text{ e } \vec b=(x_b,y_b)

e vogliamo calcolare:

\vec a+\vec b

il risultato è dato da:

\vec a+\vec b=(x_a+x_b,y_a+y_b)

Ad esempio calcoliamo:

{\color{blue}\vec u+\vec v=(2,3)+(-4,2)=(2+(-4),3+2)=(-2,5)}\\
\ \\
	{\color{green}\vec v+\vec z=(-4,2)+(0,-3)=(-4+0,2+(-3))=(-4,-1)}\\
\ \\
	{\color{orange}\vec z+\vec w=(0,-3)+(-1,-4)=(0+(-1),-3+(-4))=(-1,-7)}\\
\ \\
	{\color{red}\vec w+\vec t=(-1,-4)+(3,-1)=(-1+3,-4+(-1))=(2,-5)}\\
\ \\
	{\color{purple}\vec t+\vec u=(3,-1)+(2,3)=(3+2,-1+3)=(5,2)}

Vediamo la rappresentazione della regola del parallelogramma per queste somme:

u+v
v+z
z+w
w+t
t+u

Ora vorremmo calcolare la sottrazione tra due vettori ma ricordiamo che questa operazione è semplicemente la composizione della somma e della moltiplicazione per -1 e che non gode della proprietà commutativa.

Vediamo alcuni esempi:

{\color{blue}\vec u-\vec v=(2,3)-(-4,2)=(2+4,3-2)=(6,1)}\\ 
\ \\
	  {\color{green}\vec v-\vec u=(-4,2)-(2,3)=(-4-2,2-3)=(-6,-1)}\\
\ \\
	  {\color{orange}\vec t-\vec z=(3,-1)-(0,-3)=(3-0,-1+3)=(3,2)}\\
\ \\
	  {\color{red}\vec z-\vec t=(0,-3)-(3,-1)=(0-3,-3+1)=(-3,-2)}

Vediamone la rappresentazione grafica: prima disegniamo il minuendo e il sottraendo, poi moltiplichiamo il sottraendo per -1 e infine applichiamo la regola del parallelogramma tra minuendo e sottraendo così modificato.

u-v
v-u
t-z
z-t

Ora vogliamo calcolare la lunghezza dei vettori, cioè la loro norma.

Ricordiamo la formula per il calcolo di tale valore dalle coordinate cartesiane: consideriamo un vettore

\vec a=(x,y)\\

allora la sua norma è data da:

|\vec a|=||\vec a||=\sqrt{x^2+y^2}

Nei vettori che stiamo dall’inizio considerando abbiamo quindi:

{\color{blue}\vec u=(2,3)\Rightarrow |\vec u|=\sqrt{2^2+3^2}=\sqrt{4+9}=\sqrt{13}}\\
\ \\
{\color{green}\vec v=(-4,2)\Rightarrow |\vec v|=\sqrt{(-4)^2+2^2}=\sqrt{16+4}=\sqrt{20}=2\sqrt{5}}\\
\ \\
	{\color{orange}\vec z=(0,-3)\Rightarrow|\vec z|=\sqrt{0^2+(-3)^2}=\sqrt{0+9}=\sqrt9=3}\\
\ \\
	{\color{red}\vec w=(-1,-4)\Rightarrow|\vec w|=\sqrt{(-1)^2+(-4)^2}=\sqrt{1+16}=\sqrt{17}}\\
\ \\
	{\color{purple}\vec t=(3,-1)\Rightarrow |\vec t|=\sqrt{3^2+(-1)^2}=\sqrt{9+1}=\sqrt{10}}

Infine vediamo come calcolare il prodotto scalare tra due vettori quando abbiamo a disposizione le loro coordinate cartesiane.

Come ci ricorda il nome stesso di tale operazione, il risultato è uno scalare (cioè un numero), dato dalla seguente formula: siano dati due vettori

\vec a =(x_a,y_a) \text{ e } \vec b=(x_b,y_b)

il prodotto scalare tra essi vale:

\langle\vec a, \vec b\rangle=x_a\cdot x_b+y_a\cdot y_b

Ricordiamo che, da tale definizione, possiamo calcolare la norma tra vettori come caso particolare del prodotto scalare di un vettore con sé stesso: se considero il vettore

\vec a =(x,y)

allora

\langle \vec a,\vec a\rangle=x^2+y^2=|\vec a|^2

Vediamo come calcolare alcuni prodotti scalari tra i nostri vettori:

{\color{blue}\vec u=(2,3),\ \vec v(-4,2)\Rightarrow\langle\vec u,\vec v\rangle=2\cdot(-4)+3\cdot2=-8+6=-2}\\
\ \\
	{\color{green}\vec t=(3,-1),\ \vec z=(0,-3)\Rightarrow \langle \vec t,\vec z\rangle=3\cdot0+(-1)\cdot (-3)=0+3=3}\\
\ \\
	{\color{orange}\vec w=(-1,-4),\ \vec u=(2,3)\Rightarrow \langle\vec w,\vec u\rangle=}
		{\color{orange}=(-1)\cdot2+(-4)\cdot3=-2-12=-14 }\\
\ \\
	{\color{red}\vec z=(0,-3),\ \vec v=(-4,2)\Rightarrow \langle\vec z,\vec v\rangle =0\cdot (-4)+(-3)\cdot2=0-6=-6}\\
\ \\
	{\color{purple}\vec v=(-4,2),\ \vec t=(3,-1)\Rightarrow\langle\vec v,\vec t\rangle = (-4)\cdot3+2\cdot(-1)=-12-2=-14}

Prodotto scalare e disuguaglianza di Cauchy-Schwarz con le coordinate polari

Ricordiamo come si calcola il prodotto scalare se abbiamo un punto definito dalle coordinate cartesiane:

\vec u=(a,b)\\
\vec v=(c,d)\\
\langle\vec u,\vec v\rangle=ac+bd

se riscrivo gli stessi vettori in coordinate polari, indichiamo con:

\vec u\Rightarrow\rho_u,\ \ \theta_u\\
\vec v\Rightarrow\rho_v,\ \ \theta_v\\ 

Quindi, usando le formule di passaggio da coordinate polari a coordinate cartesiane, individuiamo il valore di x e y rispetto a ρ e θ

a=\rho_u\cos\theta_u\\
b=\rho_u\sin\theta_u\\
c=\rho_v\cos\theta_v\\
d=\rho_v\sin\theta_v

Quindi, se sostituiamo questi valori nella formula precedente del prodotto scalare, abbiamo:

\langle\vec u,\vec v \rangle=ac+bd=\rho_u\rho_v\cos\theta_u\cos\theta_v+\rho_u\rho_v\sin\theta_u\sin\theta_v=\\
\rho_u\rho_v(\cos\theta_u\cos\theta_v+\sin\theta_u\sin\theta_v)=\rho_u\rho_u\cos(\theta_u-\theta_ v)

dove l’ultima uguaglianza deriva dalla formula della somma del coseno di goniometria.

Inoltre, ricordando che i valori di ρ rappresentano le norme dei vettori che stiamo considerando (rappresentano le distanze dall’origine), abbiamo la formula per esprimere il prodotto scalare in funzione delle coordinate polari:

\langle\vec u,\vec v\rangle=|\vec u|\cdot|\vec v|\cdot\cos(\theta_u-\theta_v)

Se proviamo a fare una rappresentazione geometrica dei due vettori:

Vettori u e v e l’angolo tra essi compreso

possiamo osservare che θu-v è semplicemente l’angolo compreso tra i due vettori u e v.

Vediamo alcune proprietà del prodotto scalare:

{\color{blue}1)}\langle\vec u,\vec v\rangle=0\text{ solo quando il coseno dell'angolo compreso vale 0}\\
\ \\
\Rightarrow \text{l'angolo compreso deve valere } \pm\frac\pi2

Questo quindi mostra che il prodotto scalare tra due vettori è nullo se i due vettori sono perpendiocolari.

Vediamo poi:

{\color{blue}2)}|\langle\vec u,\vec v\rangle|=|\vec u||\vec v|\cos\theta\leq|\vec u||\vec v|

Dove l’ultima disuguaglianza vale perché il coseno di un angolo ha sempre valori compresi tra -1 e 1, quindi il valore massimo si ha proprio quando abbiamo 1. Se eleviamo al quadrato questa disuguaglianza (per eliminare le norme) otteniamo la disuguaglianza di Cauchy-Schwarz:

\langle\vec u,\vec v\rangle^2\leq|\vec u|^2|\vec u|^2 

Nel prossimo e ultimo articolo sui vettori nell’algebra lineare vedremo qualche esempio di applicazioni delle definizioni date fino a questo punto.

Coordinate polari nel piano cartesiano

Negli articoli precedenti abbiamo visto come indicare un punto nel piano grazie alle sue coordinate cartesiane, cioè siano

P=(x, y)\in\mathbb{R}^2

Allora x e y indicano le coordinate cartesiane del punto e si rappresenta sul piano come

Oltre a questo, abbiamo anche un metodo alternativo per rappresentare i punti: le coordinate polari.

Queste si definiscono grazie a due elementi che sono:

Rappresentazione di P con le coordinate cartesiane
\rho=\text{Distanza di P da O (o norma del vettore (x,y))}\\
\theta=\text{Angolo compreso tra OP ed il semiasse delle x}

Se consideriamo lo stesso punto P otteniamo la rappresentazione:

Rappresentazione di P con le coordinate polari

Abbiamo delle formule per passare da una rappresentazione all’altra, date dalla definizione di norma e dalla goniometria.

  • Se supponiamo di conoscere le coordinate polari, possiamo ottenere le coordinate cartesiane come:
x=\rho\cos\theta\\
y=\rho\sin\theta

Vediamo graficamente perché:

Dalla rappresentazione polare a quella cartesiana

Individuiamo quindi Il triangolo rettangolo che ha per ipotenusa OP:

Triangolo rettangolo

Ora, grazie a quello che sappiamo dalla trigonometria, considerando un triangolo rettangolo, sappiamo che

\text{Ipotenusa}\cdot\sin\theta=\text{Cateto opposto all'angolo }\theta\\
\text{Ipotenusa}\cdot\cos\theta=\text{Cateto adiacenteall'angolo }\theta\\

che nel nostro caso ci riporta alle formule citate in precedenza:

\rho\sin\theta=y\\
\rho\cos\theta=x
  • Se invece conosciamo le coordinate cartesiane e vogliamo le coordinate polari:
\rho=\sqrt{x^2+y^2}\\
\tan\theta=\frac yx

dove la prima formula si ottiene semplicemente ricordando che

\rho=\text{norma del vettore }(x,y)

mentre la seconda si ottiene dalle formule precedenti e dalla definizione di tangente:

\frac yx=\frac{{\color{blue}{\cancel{\color{black}{\rho}}}}\sin\theta}{{\color{blue}{\cancel{\color{black}{\rho}}}} \cos\theta}=\tan\theta

Osserviamo che in questo caso quando andiamo a calcolare l’arcotangente del valore ottenuto per trovare l’angolo abbiamo un’ambiguità: la tangente è periodica di periodo π quindi se abbiamo un valore della tangente positivo, l’arcotangente restituirà un angolo nel primo o nel terzo quadrante, mentre se il valore di partenza è negativo, l’arcotangente restituirà valori del secondo e quarto quadrante. Come facciamo a distinguere l’angolo che vogliamo? Ci basta guardare le coordinate cartesiane ed individuare il quadrante giusto!

Abbiamo dei casi particolari quando parliamo di coordinate polari:

{\color{blue}1)} \text{Se abbiamo punti sullìasse delle y (cioè punti in cui la coordinata x vale 0)}\\
\text{abbiamo un problema con l'esistenza della tangente.}\\
\text{Risolviamo questo problema sapendo che l'asse delle y forma un angolo di }\frac\pi2\\
\text{col semiasse positivo delle x, quindi imporremo}\\
\theta=\frac\pi2\text{ se abbiamo un valore positivo delle y}\\
\theta=-\frac{\pi}2 \text{ oppure }\frac{3\pi}2 \text{in base alla notazione che stiamo usando}\\
\text{se abbiamo un valore negativo delle y}\\
\ \\
{\color{blue}2)}\vec O=(0,0)\text{ cioè l'origine, è l'unico punto in cui }\rho=0 \text{\ e }\\
 \theta\text{ non è definito}

Nel prossimo capitolo vediamo come è possibile interpretare il prodotto scalare e la disuguaglianza di Cauchy-Schwarz attraverso le coordinate polari.

Prodotto scalare tra due vettori

Dati due vettori, il prodotto scalare tra essi ci dà come risultato un valore numerico, cioè appunto uno scalare.

  • Iniziamo a vedere le notazioni che possiamo utilizzare per indicare questa operazione:
\text {Supponiamo di avere due vettori:}\\
\vec u =(a,b)\\
\vec v=(c,d)\\
\text{Allora possiamo indicare il prodotto scalare nei modi seguenti:}\\
{\color{blue}1)}\vec u\cdotp\vec v\\
{\color{blue}2)}(\vec u,\vec v)\\
{\color{blue}3)}\langle\vec u,\vec v\rangle

Noi useremo l’ultima notazione

  • La definizione del prodotto scalare è:
\vec u =(a,b)\\
\vec v=(c,d)\\
\langle\vec u,\vec v\rangle=a\cdot c+b\cdot d

A esempio, se:

\vec u=(2,-1)\\
\vec v=(4,1)\\
\langle\vec u,\vec v\rangle=2\cdot4+(-1)\cdot1=8-1=7
  • Vediamo come si lega il concetto di prodotto scalare con la norma dei vettori:

Ricordiamo la definizione di norma:

\text{Se  consideriamo un vettore }\vec v=(a,b),\text{allora la sua norma che si indica con}\\
|\vec v| \text{ oppure } ||\vec v||, \text{che rappresenta la sua lunghezza, si ottiene grazie al teorema}\\
\text{di Pitagora}:\\
\ \\
|\vec v|=\sqrt{a^2+b^2}\\

Vediamo graficamente perché vale questa uguaglianza tramite un esempio

\vec v=(5,-3)

Nel grafico mettiamo in evidenza la lunghezza delle componenti sull’asse delle ascisse (5) e sull’asse delle ordinate (-3)

Vettore

Quindi possiamo visualizzare un triangolo rettangolo:

Triangolo rettangolo

Osserviamo come i due cateti di questo triangolo rettangoli abbiano lati di lunghezza 3 e 5 e come la lunghezza sia l’ipotenusa. Quindi possiamo usare il teorema di Pitagora per calcolarla

|\vec v |=\sqrt{5^2+(-3)^2}=\sqrt{25+36}=\sqrt{61}\approx7,8

Con questo risultato in mente, vediamo cosa succede se calcoliamo il prodotto scalare tra un vettore e sé stesso:

\vec v =(a,b)\\\langle\vec v,\vec v\rangle=a\cdot a+b\cdot b=a^2+b^2

quindi otteniamo

\langle\vec v,\vec v\rangle=|\vec v|^2
  • Vediamo come questa definizione ci può aiutare a calcolare la distanza tra due vettori:

Ricordiamo come si calcola la distanza tra due punti nel piano:

\vec u=(a,b)\\
\vec v=(c,d)\\
dist(\vec u, \vec v)=\sqrt{(a-c)^2+(b-d)^2}

che come per la distanza è dato dal teorema di Pitagora. Come sempre vediamolo graficamente tramite un esempio:

\vec u=(2,4)\\
\vec v=(3,-1)
Vettori

Rappresentiamo la distanza tra i due punti

Distanza

Che non è altro se non il vettore che rappresenta la differenza tra i due vettori

\vec u-\vec v

Quindi, da quanto detto nell’articolo su somma e differenza tra i vettori, sappiamo le coordinate di questa sottrazione

\vec u-\vec v=(2-3,4-(-1))=(-1,5)

ed ora possiamo calcolare la distanza usando Pitagora come fatto prima:

dist(\vec u,\vec v)=\sqrt{(-1)^2+5^2}=\sqrt{26}\approx5,1

che è proprio il risultato che ci indicava la formula.

Ora, come abbiamo fatto per la norma, vorrei legare il calcolo della distanza tra due vettori alla definizione di prodotto scalare.

Per fare questo torniamo al caso generico e calcoliamo il prodotto scalare del vettore differenza con sé stesso:

\vec u=(a,b)\\
\vec v=(c,d)\\
\vec u-\vec v=(a-c,b-d)\\
\langle\vec u-\vec v\rangle=(a-c)\cdot(a-c)+(b-d)\cdot(b-d)=(a-c)^2+(b-d)^2=dist(\vec u,\vec  v)^2

Infine, se uniamo questo risultato a quello precedente:

\langle\vec u,\vec v\rangle=|\vec u-\vec v|^2

Otteniamo

dist(\vec u,\vec v)= |\vec u-\vec v|

Proprietà del prodotto scalare:

Vediamo alcune proprietà del prodotto scalare e le loro dimostrazioni:

 \text{Consideriamo i vettori:}\\
\vec v=(a,b)\\
\vec u= (c,d)\\
\vec z=(e,f)\\
\text{allora vale:}\\
{\color{blue}1)}\langle\vec u+\vec v,\vec z\rangle=\langle\vec u,\vec z\rang+\lang\vec v,\vec z\rang\\
\ \\
\text{Dimostrazione:}\\
\ \\
{\color{blue} \text{Iniziamo calcolando }\vec u+\vec v=(a+c,b+d)}\\
{\color{blue}\text{Ora vediamo il valore dei due lati dell'uguaglianza: }}\\
{\color{blue}\langle\vec u+\vec v,\vec z\rangle=(a+c)e+(b+d)f=}\\
{\color{blue}=ae+ce+bf+df}\\
{\color{blue}\langle\vec u,\vec z\rangle+\langle\vec v,\vec z\rangle=(ae+bf)+(ce+df)=}\\
{\color{blue}ae+ce+bf+df}\\
{\color{blue}\text{E questo mostra l'uguaglianza desiderata grazie alla }}\\
{\color{blue}\text{proprietà commutativa della somma \   \ \ \ \ \ \ \ \ \ \ \ \ \ \ \ \ \ \ \ \ \ \ \ \ \ }\square}\\
\ \\
{\color{blue}2)}\langle\vec u,\vec v+\vec z\rangle=\langle\vec u,\vec v\rangle+\langle \vec u, \vec z\rangle\\
\ \\
\text{Dimostrazione:}\\
\ \\
{\color{blue}\vec v+\vec z=(c+e,d+f)}\\
{\color{blue}\text{Calcoliamo i due lati dell'uguaglianza}}\\
{\color{blue}\langle\vec u, \vec v+\vec z\rangle=a(c+e)+b(d+f)=ac+ae+bd+bf}\\
{\color{blue}\langle vec u,\vec v\rangle+\langle\vec u,\vec z\rangle=(ac+bd)+(ae+bf)=ac+bd+ae+bf}\\
{\color{blue}\text{e come per il punto precedente otteniamo l'uguaglianza}}\\
{\color{blue}\text{grazie alla commutatività dell'addizione \ \ \ \ \ \ \ \ \ \ }\square}\\
\ \\
{\color{blue}3)}\langle\vec u,\vec v\rangle=\langle\vec v,\vec u\rangle\\
\ \\
\text{Dimostrazione:}\\
\ \\
{\color{blue}\text{Calcoliamo i due lati dell'uguaglianza}}\\
{\color{blue}\langle\vec u,\vec v\rangle=ac+bd}\\
{\color{blue}\langle\vec v,\vec u\rangle=ca+db =ac+bd}\\
{\color{blue}\text{Ed abbiamo l'uguaglianza grazie alla}}\\
{\color{blue} \text{commutatività della moltiplicazione}\ \ \ \ \ \ \ \ \ \ \ \ \ \ \ \ \ \ \ \ \ \ \square}\\
\ \\
{\color{blue}4)}|\vec u+\vec v|^2=|\vec u|^2+|\vec v|^2+2\langle\vec u,\vec v\rangle\\
\ \\
\text{Dimostrazione:}\\
\ \\
{\color{blue}\text{Vediamo se dalla parte sinistra dell'equazione riusciamo a ricostruire la parte a destra}}\\
{\color{blue}|\vec u+\vec v|^2=\langle\vec u+\vec v,\vec u+\vec v\rangle=}\\
{\color{blue}\text{Dalla 1) appena dimostrata possiamo fare:}}\\
{\color{blue}\langle\vec u,\vec u+\vec v\rangle+\langle \vec v,\vec u+\vec v\rangle=}\\
{\color{blue}\text{Dalla 2):}}\\
{\color{blue}\langle \vec u,\vec u\rangle+\langle \vec u,\vec v\rangle+\langle \vec v,\vec u\rangle+\langle \vec v ,\vec  v\rangle=}\\
{\color{blue}\text{Dalla } 3):}\\
{\color{blue}\langle \vec u,\vec u\rangle+\langle \vec u,\vec v\rangle+\langle \vec u,\vec v\rangle+\langle \vec v ,\vec  v\rangle=}\\
{\color{blue}|\vec u|^2+2\langle\vec u,\vec v\rangle+|\vec v|^2\ \ \ \ \ \ \ \ \ \ \ \ \ \ \ \ \ \ \square }\\
\ \\
{\color{blue}5)}|\vec u-\vec v|^2=|\vec u|^2+|\vec v|^2-2\langle\vec u,\vec v\rangle\\
\ \\
\text{Dimostrazione:}\\
\ \\
{\color{blue}\text{Vediamo se dalla parte sinistra dell'equazione riusciamo a ricostruire la parte a destra}}\\
{\color{blue}|\vec u-\vec v|^2=\langle\vec u-\vec v,\vec u-\vec v\rangle=}\\
{\color{blue}\text{Dalla 1) :}}\\
{\color{blue}\langle\vec u,\vec u-\vec v\rangle-\langle \vec v,\vec u-\vec v\rangle=}\\
{\color{blue}\text{Dalla 2):}}\\
{\color{blue}\langle \vec u,\vec u\rangle-\langle \vec u,\vec v\rangle-\langle \vec v,\vec u\rangle-(-\langle \vec v ,\vec  v\rangle)=}\\
{\color{blue}\text{Dalla  3) e dalla regola dei segni:}}\\
{\color{blue}\langle \vec u,\vec u\rangle-\langle \vec u,\vec v\rangle-\langle \vec u,\vec v\rangle+\langle \vec v ,\vec  v\rangle=}\\
{\color{blue}|\vec u|^2-2\langle\vec u,\vec v\rangle+|\vec v|^2\ \ \ \ \ \ \ \ \ \ \ \ \ \ \ \ \ \ \square }\\

E con questo abbiamo concluso le principali operazioni coi vettori.

Nel prossimo articolo vedremo la rappresentazione dei punti con le coordinate polari ed un’altra interpretazione del prodotto scalare

Somme e sottrazioni di vettori nel piano cartesiano

Consideriamo il nostro piano cartesiano:

Piano cartesiano

dove abbiamo due assi perpendicolari che indichiamo con x e y, che si intersecano in un punto detto origine ed indicato con O.

In questo piano i punti si indicano come sempre con una coppia di numeri:

(a,b)\in \mathbb{R}^2

Vediamo qualche esempio di rappresentazione di punti nel piano:

Rappresentazione dei punti (4,3), (-5,-2) e (1,-4)

Come sempre il primo valore tra le parentesi rappresenta il valore sull’asse delle x (o delle ascisse), mentre il secondo rappresenta il valore sull’asse delle y (o delle ordinate).

Queste coppie di numeri possono essere anche espresse come vettori nel piano, come.

Vettori (4,3),(-5,-2) e (1,-4)

Grazie a quest’ultima rappresentazione possiamo definire le operazioni tra vettori:

  • Somma tra vettori:

La somma corrisponde alla regola del parallelogramma, cioè se costruiamo un parallelogramma usando come lati i due vettori che vogliamo sommare, la somma corrisponderà alla diagonale che ha come punto di inizio il punto di inizio dei due vettori iniziali. Vediamo in un esempio cosa significa: iniziamo rappresentando i due addendi

\vec u=(2,1), \ \vec v(-1,3)\\
Rappresentazione degli addendi

Per poter rappresentare

\vec u+\vec v

Iniziamo rappresentando il parallelogramma

Parallelogramma

Quindi la somma è:

Somma

In termini di coordinate, abbiamo la regola:

\vec u=(a, b)\\
\vec v=(c,d)\\
\vec u+\vec v= (a+c,b+d)

Nel nostro esempio abbiamo

\vec u=(2,1)\\
\vec v=(-1,3)\\
\vec u+\vec v =(2+(-1),1+3)=(1,4)
  • Prodotto di un vettore per un numero:

La moltiplicazione di un vettore per un valore reale corrisponde a dilatare il vettore stesso del fattore (se il fattore è negativo, il vettore si capovolge rispetto all’origine). Come prima iniziamo vedendo un esempio: rappresentiamo il vettore nel piano

\lambda=2\ \ \vec u=(1,2)
Vettore iniziale

Il prodotto di questo vettore per il fattore 2 ci dà come risultato un vettore con lo stesso punto di origine, la stessa direzione e lo stesso verso del vettore di partenza, mentre la sua norma (lunghezza) raddoppia:

Prodotto per il fattore 2

Cosa accadrebbe se il fattore fosse minore di 1? Il vettore risultante avrebbe stesso punto di origine, stessa direzione e stesso verso, mentre la sua norma sarebbe minore.

Vediamo ad esempio:

\lambda=\frac12\ \ \vec u=(1,2)
Prodotto per il fattore 1/2

Infine vediamo cosa succederebbe se moltiplicassi per un fattore negativo: otterremmo un vettore con stesso punto di origine, stessa direzione, verso opposto e norma uguale alla norma di partenza moltiplicata per il valore assoluto del fattore.

Ad esempio:

\lambda=-2\ \ \vec u=(1,2)
Prodotto per il fattore -2

In termine di coordinate abbiamo:

\lambda\in  \mathbb{R}
\\\vec u=(a,b)\\
\lambda\vec u=(\lambda\cdot a,\lambda\cdot b)

Nei nostri esempi abbiamo:

{\color{blue}1)}\lambda=2\\
\vec u=(1,2)\\
\lambda\vec u=(2\cdot1,2\cdot2)=(2,4)\\
\ \\
{\color{blue}2)}\lambda=\frac12\\
\ \\
\vec u=(1,2)\\
 \ \\
\lambda\vec u=\Big(\frac12\cdot1,\frac12\cdot2\Big)=\Big(\frac12,1\Big)\\
\ \\
{\color{blue}3)}\lambda=-2\\
\vec u=(1,2)\\
\lambda\vec u =(-2\cdot1,-2\cdot2)=(-2,-4)
  • Differenza tra vettori:

Possiamo interpretare la differenza come la composizione tra la somma e la differenza, cioè se abbiamo

\vec u-\vec v

possiamo riscrivere come:

\vec u+(-1)\vec v

Quindi dobbiamo prima moltiplicare per -1 il secondo fattore e poi sommarli.

Ad esempio:

\vec u= (3,4), \ \vec v=(2,1)
Rappresentazione di minuendo e sottraendo

Moltiplichiamo il sottraendo per -1

Moltiplichiamo per .1 il vettore v

Ora sommiamo i due vettori con la regola del parallelogramma

Regola del parallelogramma

Da cui il risultato è

Sottrazione

In termini di coordinate abbiamo:

\vec u= (a,b)\\
\vec v=(c,d)\\
\vec u-\vec v=(a-c,b-d)

In questo esempio abbiamo:

\vec u=(3,4)\\
\vec v=(2,1)\\
\vec u-\vec v=(3-2,4-1)=(1,3)

Nel prossimo articolo vedremo il prodotto scalare e le sue proprietà