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La forma trigonometrica dei numeri complessi

Dopo aver visto la forma algebrica dei numeri complessi in La forma algebrica dei numeri complessi – Paraboliamo, vediamone una rappresentazione alternativa: la loro forma trigonometrica.

Supponiamo di avere il numero complesso

z=x+iy\enspace,

Sappiamo di poterlo rappresentare nel piano cartesiano come:

Allora possiamo considerare un altro modo per esprimere univocamente tale punto: attraverso la sua distanza dal centro 0 e l’angolo che si forma rispetto all’asse delle x:

Rappresentazione delle coordinate polari di z

Osserviamo come, anche in questo caso, le due coordinate rendano univocamente determinato il punto che stiamo considerando (a meno di multipli interi di 2π per quanto riguarda l’angolo).

Da queste due coordinate, il numero in forma trigonometrica si esprimerà come:

z=\rho(\cos\theta+i\sin\theta)

Si può sempre passare dalle coordinate cartesiane a quelle polari: vediamo come procedere

Passaggio alle coordinate polari date le coordinate cartesiane

Dato un numero complesso

z=x+iy\enspace,

allora calcoliamo le sue coordinate polari come:

\rho=|z|=\sqrt{x^2+y^2}\enspace,\\
\text{mentre per il calcolo dell'angolo }\theta \text{ dobbiamo risolvere il sistema }\\
\ \\
\begin{cases}
x=r\cos\theta\\
y=r\sin\theta
\end{cases}\\
\ \\

Quindi il numero complesso in forma trigonometrica si esprimerà come:

z=\rho(\cos\theta+i\sin\theta)\enspace.

Osserviamo come la forma

\rho(\cos\theta-i\sin\theta)

non sia la forma trigonometrica di un numero complesso mentre, se lo riscriviamo nella forma

\rho(\cos(-\theta)+i\sin(-\theta))\enspace,

ottenuta grazie alle formule di trigonometria degli archi associati:

\cos(-\theta)=\cos\theta\enspace,\\
\sin(-\theta)=-\sin\theta\enspace,

sia la forma trigonometrica di un numero complesso.

Vediamo qualche esempio di calcolo della forma trigonometrica di un numero complesso dato in forma algebrica.

{\color{blue}1)}\text{Consideriamo il numero complesso}\\
z=-\sqrt3+i\enspace,\\
\text{Calcoliamone la forma trigonometrica.}\\
\text{Iniziamo a rappresentarlo nel piano cartesiano, per visualizzare meglio il punto.}
Rappresentazione grafica del punto z

A questo punto, passiamo a calcolare le due componenti trigonometriche:

\text{Iniziamo sempre dal calcolo di }\rho \text{ dato che questo valore è necessario}\\
\text{per il calcolo del valore di }\theta:\\
\rho=\sqrt{(-\sqrt3)^2+1^2}=2\\
\ \\
\begin{cases}
1=2\sin\theta\\
-\sqrt3=2\cos\theta
\end{cases}\\
\ \\
\begin{cases}
\sin\theta=\frac12\\
\cos\theta=\frac{-\sqrt3}2
\end{cases}\\
\ \\
\text{Da cui otteniamo }\theta=\frac56\pi\enspace.

Da queste informazioni, la forma trigonometrica del numero complesso è:

z=2\Big(\cos\frac56\pi+i\sin\frac56\pi\Big)\enspace.
{\color{blue}1)}\text{Consideriamo il numero complesso}\\
w=1-i\enspace,\\
\text{Calcoliamone la forma trigonometrica.}\\
\text{Iniziamo a rappresentarlo nel piano cartesiano, per visualizzare  il punto.}
Rappresentazione grafica del punto w

Calcoliamo le componenti trigonometriche:

\text{Calcoliamo il valore di }\rho:\\
\rho=\sqrt{1^2+(-1)^2}=\sqrt2\\
\ \\
\begin{cases}
1=\sqrt2\cos\theta\\
-1=\sqrt2\sin\theta
\end{cases}\\
\ \\
\begin{cases}
\cos\theta=\frac1{\sqrt2}\\
\sin\theta=-\frac1{\sqrt2}
\end{cases}\\
\ \\
\text{che, razionalizzando, diventa}\\
\ \\
\begin{cases}
\cos\theta=\frac{\sqrt2}2\\
\sin\theta=-\frac{\sqrt2}2\end{cases}\\
\ \\
\text{Da cui otteniamo }\theta=\frac34\pi

Da queste informazioni, la forma trigonometrica del numero complesso è:

z=2\Big(\cos\frac34\pi+i\sin\frac34\pi\Big)\enspace.

Le operazioni tra numeri complessi in forma trigonometrica

Vediamo come possiamo eseguire operazioni tra numeri complessi espressi in forma trigonometrica.

\text{Consideriamo due numeri complessi}\\
z=r(\cos\theta+i\sin\theta)\enspace,\\
w=s(\cos\psi+i\sin\psi)\enspace.\\
\ \\
\text{Allora il loro prodotto vale:}\\
z\cdot w= r\cdot s(\cos(\theta+\psi)+i\sin(\theta+\psi))\enspace,\\
\ \\

\text{cioè moltiplicare un numero complesso per un altro significa moltiplicare tra loro}\\
\text{i moduli e sommare tra loro gli angoli (e questo significa ruotare l'angolo di }z\\
\text{dell'angolo di }w).

Dimostriamo la validità di questa formula:

{\color{blue}\text{Consideriamo i due numeri complessi}}\\
{\color{blue}z=r(\cos\theta+i\sin\theta) \text{ e } w=s(\cos\psi+i\sin\psi)\enspace.}\\
{\color{blue}\text{Allora, se li moltiplichiamo e ricordiamo le formule dii addizione di seno e coseno}}\\
{\color{green}\cos(\alpha\pm\beta)=\cos\alpha\cos\beta\mp\sin\alpha\sin\beta\enspace,}\\
{\color{orange}\sin(\alpha\pm\beta)=\sin\alpha\cos\beta\pm\sin\beta\cos\alpha\enspace,}\\
{\color{blue}\text{otteniamo:}}\\
{\color{blue}z\cdot w=r\cdot s(\cos\theta\cos\psi+i\cos\theta\sin\psi+i\sin\theta\cos\psi+i^2\sin\theta\sin\psi)=}\\
{\color{blue}=r\cdot s(cos\theta\cos\psi+i\cos\theta\sin\psi+i\sin\theta\cos\psi-\sin\theta\sin\psi)=}\\
{\color{blue}=r\cdot s[({\color{green}\cos\theta\cos\psi-\sin\theta\sin\psi})+i({\color{orange}\sin\psi\cos\theta+\sin\theta\cos\psi})]=}\\
{\color{blue}=r\cdot s({\color{green}\cos(\theta+\psi)}+i{\color{orange}\sin(\theta+\psi)})\enspace.\ \ \ \ \ \ \ \ \ \ \ \  \square}

Da quanto appena visto per la moltiplicazione, possiamo ricavare anche come si comporta l’elevamento a potenza:

\text{Consideriamo il numero complesso}\\
z=r(\cos\theta+i\sin\theta), z\ne0\enspace.\\
\ \\
\text{Allora il suo elevamento alla potenza }n-\text{esima vale:}\\
z^n=|r|^n(\cos(n\theta)+i\sin(n\theta))\enspace.\\
\ \\
\text{Diamo esplicitamente un caso particolare dell'elevamento a potenza: il reciproco}\\
\text{del numero complesso }z:\\
z^{-1}=|r|^{-1}(\cos(-\theta)+i\sin(-\theta))\enspace.

Infine, vediamo cosa vuol dire fare l’operazione di coniugio su un numero complesso scritto in forma trigonometrica:

\text{Consideriamo il numero complesso}\\
z=r(\cos\theta+i\sin\theta), z\ne0\enspace.\\
\ \\
\text{Allora il suo coniugato vale:}\\
\overline z=r(\cos(-\theta)+i\sin(-\theta)\enspace, \\
\text{cioè stiamo mantenendo la stessa norma del numero complesso originale}\\
\text{e stiamo considerando l'angolo simmetrico rispetto all'asse reale.}\\
\text{Ma questo è proprio il significato geometrico del coniugato!}

Esercizi sulla forma algebrica dei numeri complessi

Partendo da un numero complesso, calcoliamo la sua parte reale, la parte immaginaria, il coniugato e il modulo.

Iniziamo da alcuni esempi semplici:

{\color{blue}1)}z=3+4i\enspace.\\
\text{Parte reale}\Rightarrow Re(3+4i)=3\enspace.\\
\text{Parte immaginaria}\Rightarrow Im(3+4i)=4\enspace.\\
\text{Coniugato}\Rightarrow \overline{(3+4i)}=3-4i\enspace.\\
\text{Modulo}\Rightarrow |3+4i |=\sqrt{3^2+4^2}=5\enspace.\\
\ \\
{\color{blue}2)}z=1-2i\enspace.\\
\text{Parte reale}\Rightarrow Re(1-2i)=1\enspace.\\
\text{Parte immaginaria}\Rightarrow Im(1-2i)=-2\enspace.\\
\text{Coniugato}\Rightarrow \overline{(1-2i)}=1+2i\enspace.\\
\text{Modulo}\Rightarrow |1-2i|=\sqrt{1^2+(-2)^2}=\sqrt5\enspace.\\
\ \\
{\color{blue}3)}z=-3+i\enspace.\\
\text{Parte reale}\Rightarrow Re(-3+i)=-3\enspace.\\
\text{Parte immaginaria}\Rightarrow Im(-3+i)=1\enspace.\\
\text{Coniugato}\Rightarrow \overline{(-3+i)}=-3-i\enspace.\\
\text{Modulo}\Rightarrow |-3+i|=\sqrt{(-3)^2+1^2}=\sqrt{10}\enspace.\\
\ \\
{\color{blue}4)}z=-4-2i\enspace.\\
\text{Parte reale}\Rightarrow Re(-4-2i)=-4\enspace.\\
\text{Parte immaginaria}\Rightarrow Im(-4-2i)=-2\enspace.\\
\text{Coniugato}\Rightarrow \overline{(-4-2i)}=-4+2i\enspace.\\
\text{Modulo}\Rightarrow |-4-2i|=\sqrt{(-4)^2+(-2)^2}=\sqrt{20}=2\sqrt5\enspace.\\
\ \\
{\color{blue}5)}z=3i\enspace.\\
\text{Parte reale}\Rightarrow Re(3i)=0\enspace.\\
\text{Parte immaginaria}\Rightarrow Im(3i)=3\enspace.\\
\text{Coniugato}\Rightarrow \overline{(3i)}=-i3\enspace.\\
\text{Modulo}\Rightarrow |3i|=\sqrt{0^2+3^2}=3\enspace.\\
\ \\
{\color{blue}6)}z=5\text{ (cioè stiamo considerando un numero reale come complesso)}\enspace.\\
\text{Parte reale}\Rightarrow Re(5)=5\enspace.\\
\text{Parte immaginaria}\Rightarrow Im(5)=0\enspace.\\
\text{Coniugato}\Rightarrow \overline{(5)}=5\enspace.\\
\text{Modulo}\Rightarrow |5|=\sqrt{5^2+0^2}=5\enspace.\\

Passiamo a vedere dei casi più elaborati: consideriamo dei numeri espressi come frazioni.

In questo caso, prima di poter calcolare quanto richiesto, tali numeri vanno riportati in forma algebrica.

{\color{blue}1)}z=\frac{3-2i}{1+i}\\
 \ \\
\text{Per portare questo numero in forma algebrica, sfruttiamo il fatto che }i^2=-1\\
\text{in modo da avere un denominatore numerico.}\\
\text{Sfruttiamo il prodotto notevole somma per differenza ed effettuiamo una }\\
\text{"razionalizzazione" rispetto alla parte immaginaria del numero:}\\
\ \\
\frac{3-2i}{1+i}\cdot\frac{1-i}{1-i  }=\frac{(3-2i)\cdot(1-i)}{(1+i)\cdot(1-i)}=\frac{3-3i-2i+2i^2}{1-i^2}=\\
\ \\
=\frac{3-5i+2(-1)}{1-(-1)}=\frac{3-5i-2}{1+1}=\frac{1-5i}{2}\enspace.\\
\ \\
\text{Ora che abbiamo eseguito questa "razionalizzazione" e non abbiamo più}\\
\text{componenti complesse a denominatore, possiamo scrivere questo numero nella sua }\\
\text{forma algebrica:}\\
\ \\
z=\frac{1}{2}-\frac52i\enspace.\\
\ \\
\text{Ora possiamo calcolare parte reale, immaginaria, coniugato e modulo:}\\
\ \\
\text{Parte reale}\Rightarrow Re\Big(\frac{1}{2}-\frac52i\Big)=\frac12\enspace.\\
\ \\
\text{Parte immaginaria}\Rightarrow Im\Big(\frac{1}{2}-\frac52i\Big)=-\frac52\enspace.\\
\ \\
\text{Coniugato}\Rightarrow \overline{\Big(\frac{1}{2}-\frac52i\Big)}=\frac{1}{2}+\frac52i\enspace.\\
\ \\
\text{Modulo}\Rightarrow \Big|\frac{1}{2}-\frac52i\Big|=\sqrt{\Big(\frac12\Big)^2+\Big(-\frac52\Big)^2}=\frac{\sqrt{26}}{2}\enspace.\\
\ \\

{\color{blue}2)}z=\frac{(3-i)^2}{2-3i}\\
 \ \\
\text{Per portare questo numero in forma algebrica,  come nel caso precedente,}\\
\text{sfruttiamo il fatto che }i^2=-1\text{ e calcoliamo il quadrato di binomio a numeratore.}\\
\text{Sfruttiamo il prodotto notevole somma per differenza ed effettuiamo una }\\
\text{"razionalizzazione" rispetto alla parte immaginaria del numero:}\\
\ \\
\frac{(3-i)^2}{2-3i}=\frac{9+i^2-6i}{2-3i}=\frac{9+1-6i}{2-3i}=\frac{8-6i}{2-3i}=\\
\ \\
=\frac{8-6i}{2-3i}\cdot\frac{2+3i}{2+3i }=\frac{(8-6i)\cdot(2+3i)}{(2-3i)\cdot(2+3i)}=\frac{16+24i-12i-18i^2}{4-9i^2}=\\
\ \\
=\frac{16+12i-18(-1)}{4-(-9)}=\frac{16+12i+18}{4+9}=\frac{34+12i}{13}\enspace.\\
\ \\
\text{Ora che abbiamo eseguito questa "razionalizzazione" e non abbiamo più}\\
\text{componenti complesse a denominatore, possiamo scrivere questo numero nella sua }\\
\text{forma algebrica:}\\
\ \\
z=\frac{34}{13}+\frac{12}{13}i\enspace.\\
\ \\
\text{Ora possiamo calcolare parte reale, immaginaria, coniugato e modulo:}\\
\ \\
\text{Parte reale}\Rightarrow Re\Big(\frac{34}{13}+\frac{12}{13}i\Big)=\frac{34}{13}\enspace.\\
\ \\
\text{Parte immaginaria}\Rightarrow Im\Big(\frac{34}{13}+\frac{12}{13}i\Big)=\frac{12}{13}\enspace.\\
\ \\
\text{Coniugato}\Rightarrow \overline{\Big(\frac{34}{13}+\frac{12}{13}i\Big)}=\frac{34}{13}-\frac{12}{13}i\enspace.\\
\ \\
\text{Modulo}\Rightarrow \Big|\frac{34}{13}+\frac{12}{13}i\Big|=\sqrt{\Big(\frac{34}{13}\Big)^2+\Big(\frac{12}{13}\Big)^2}=\frac{10\sqrt{13}}{13}\enspace.\\

Vediamo in generale come trovare la forma algebrica di un numero complesso espresso attraverso una frazione:

\text{Supponiamo di avere il numero complesso espresso come:}\\
\ \\
\frac zw,\text{ con }w\ne0.\\
\ \\
\text{Allora, per portare un simile numero in forma algebrica, usiamo la "razionalizzazione"}\\
\text{che si ottiene moltiplicado e dividendo per il coniugato di}w:\\
\ \\
\frac zw\cdot\frac {\overline w}{\overline w}=\frac{z\cdot\overline w}{|w|^2}\enspace,\\
\ \\
\text{quindi la forma algebrica del numero di partenza diventa:}\\
\ \\
\frac{Re(z\cdot\overline w)}{|w|^2}+i\frac{Im(z\cdot\overline w)}{|w|^2}

La forma algebrica dei numeri complessi

I numeri complessi sono un’estensione dell’insieme dei numeri reali, formati da una coppia di numeri reali ed all’unità immaginaria.

Vediamo i modi più semplici in cui possono essere rappresentati:

z=a+ib \text{ è un numero complesso in forma algebrica dove }i \\
\text{rappresenta l'unità immaginaria, cioè vale  }\\
i=\sqrt{-1}, \ i^2=1\enspace.\\
\text{Un modo alternativo per rappresentare lo stesso numero complesso è }\\
\text{la coppia }z=(a,b)\text{ dove }a,b\in\R.\\
\text{In questa rappresentazione, } a\text{ rappresenta la parte reale del numero}\\
\text{mentre }b \text{ rappresenta la parte immaginaria del numero, cioè indicheremo con}\\
a=Re\ z,\ \ \ b=Im \ z\enspace.\\
\text{In una tale rappresentazione, un numero reale }c \text{ si scriverà }(c,0) \\
\text{mentre un numero }d\text{, dotato solo della componente complessa, sarà }(0,d); \\
\text{un numero con solo la parte immaginaria si dice puro.}

Il tipo di rappresentazione con le coordinate ci permette facilmente di rappresentare i numeri complessi nel piano cartesiano, dove l’asse delle ascisse rappresenta la componente reale, mentre l’asse delle ordinate la componente immaginaria.

Vediamo qualche esempio ciò:

\text{Rappresenta in un piano cartesiano i seguenti numeri complessi:}\\
{\color{blue}z=(3,2)}\enspace,\\
{\color{green}w=(-1,5)}\enspace,\\
{\color{skyblue}u=(5,0)}\enspace,\\
{\color{pink}t=(0,-6)}\enspace,\\
{\color{orange}v=(-3,-4)}\enspace.\\
I numeri complessi nel piano

La rappresentazione in forma algebrica dei numeri complessi ci permette, grazie alle regole sulle operazioni coi polinomi, di esprimere facilmente somme, moltiplicazioni tra un numero complesso ed un numero reale e moltiplicazioni tra tali numeri.

Siano infatti:

z=a+ib\, \ \ \ \ \ w=c+id\\
\text{due numeri complessi.}\\
\ \\
\text{ Calcoliamo:}\\
z+w=a+ib+c+id=(a+c)+i(c+d)\enspace,\\
\text {cioè la somma di due numeri complessi dà come risultato un numero complesso}\\
\text{che ha come parte reale la somma delle parti reali e come parte immaginaria la}\\
\text{somma delle parti immaginarie.}\\
\ \\
\text{Sia ora }\lambda \in\R.\text{ Calcoliamo:}\\
\lambda\cdot z=\lambda(a+ib)=\lambda a+i\lambda b\enspace,\\
\text{cioè se moltiplichiamo un numero complesso per un numero reale, otteniamo ancora }\\
\text{un numero complesso, che ha come parte reale il prodotto tra il numero }\lambda\\
\text{e la parte reale iniziale, mentre come parte immaginaria ha il prodotto tra }\lambda\\
\text{e la parte immaginaria iniziale.}\\
\ \\
\text{Calcoliamo:}\\
z\cdot w=(a+ib)\cdot(c+id)= ac+iad+ibc+i^2bd=\\
\text{(ricordiando che }{\color{blue}i^2=-1})\\
=ac+iad+ibc{\color{blue}-}bd=(ac-bd)+i(ad+bc)

Il coniugato di un numero complesso

Consideriamo nuovamente un numero complesso rappresentato nella sua forma algebrica:

z=(a,b)=a+ib\enspace.

Definiamo il suo numero coniugato come il numero complesso:

\overline z=(a,-b)=a-ib\enspace.

Lemma

z \text{ è un numero reale se e solo se vale:}\\
z=\overline z\enspace.

Dimostrazione:

{\color{blue}\text{Ricordiamo che  numero complesso }z=a+ib  \text{ è un reale se }b=0.}\\
{\color{blue}z=\overline z\iff a+ib=a-ib\iff ib=-ib \iff b=-b \iff b=0\enspace.}\\
{\color{blue}\text{Quindi }z=a \text{, cioè }z \text{ è un numero reale.}\ \ \ \ \ \ \ \ \ \ \ \ \square}

Ora riconsideriamo i numeri complessi che abbiamo utilizzato in precedenza come esempio per la rappresentazione nel piano cartesiano e calcoliamone il coniugato:

 {\color{blue}\overline z=(3,-2)}\enspace,\\
{\color{green}\overline w=(-1,-5)}\enspace,\\
{\color{skyblue}\overline u=(5,0)}\enspace,\\
{\color{pink}\overline t=(0,6)}\enspace,\\
{\color{orange}\overline  v=(-3,4)}\enspace.\\

Facciamo anche in questo caso la rappresentazione grafica:

I coniugati nel piano

Osserviamo come, nella rappresentazione grafica, il coniugato di un numero si ottiene effettuando una riflessione rispetto all’asse delle y.

Proprietà del coniugio

Ora vediamo le principali proprietà di cui gode l’operazione di coniugio:

{\color{blue}1)}(\overline{\overline z})=z\text{ (cioè il coniugio è idempotente)}\enspace.\\
\ \\
{\color{blue}2)}(\overline{z\pm w})=\overline z\pm \overline w\enspace.\\
\ \\
{\color{blue}3)}\overline{z\cdot w}=\overline z\cdot \overline w\enspace.\\
\ \\
{\text{\color{blue}Dimostrazione:}}\\
{\color{blue}\text{Scriviamo i due numeri complessi nella loro forma algebrica:}}\\
{\color{blue}z=a+ib\ \ \ \ \ w=c+id}\\
{\color{blue}\text{allora il loro prodotto, per quanto visto prima, diventa:}}\\
{\color{blue}z\cdot w=(ac-bd)+i(bc+ad)}\\
{\color{blue}{\text{da cui, il coniugato diventa:}}}\\
{\color{blue}\overline{z\cdot w}=(ac-bd)-i(bc+ad)\enspace.}\\
{\color{blue}\text{Inoltre, se consideriamo i coniugati di }z \text{ e }w\text{ e li moltiplichiamo, otteniamo:}}\\
{\color{blue}\overline z=a-ib\ \ \ \ \ \ \overline w =c-id}\\
{\color{blue}\overline z\cdot\overline w= (a-ib)\cdot(c-id)=ac-iad-ibc+i^2bd=(ac-bd)-i(bc+ad)\enspace.}\\
{\color{blue}\text{Quindi abbiamo proprio l'uguaglianza cercata:}}\\
{\color{blue}\overline{z\cdot w}=\overline z\cdot \overline w\enspace.\ \ \ \ \ \  \square}\\
\ \\
\text{Da questa proprietà possiamo ricavare: }\\
{\color{blue}3a)}\overline {z^n}=(\overline z)^n\enspace.\\
\ \\
{\color{blue}3b)}\Big(\overline{\frac{z}{ w}}\Big)=\frac{\overline z}{\overline w},\ \ \ \ \text{con }w\ne0\enspace.

Il modulo di un numero complesso

Consideriamo il numero complesso

z=a+ib\enspace, \\
\text{dove }a,b\in\R

Allora, il modulo di tale numero si definisce come:

|z|^2=z\cdot\overline z=(a+ib)(a-ib)=a^2-i^2b^2=a^2+b^2\enspace,\\
\text{da cui otteniamo}\\
z=(z\cdot \overline z)^\frac12=\sqrt{a^2+b^2}

Se rappresentiamo il numero complesso nel piano cartesiano, abbiamo:

Rappresentazione del numero complesso z=(a,b)

Quindi, grazie al teorema di Pitagora e alla formula del modulo, si vede come quest’ultimo rappresenti di un numero reale rappresenti la sua distanza dall’origine.

Modulo del numero complesso z=(a,b)

Calcoliamo il modulo dei valori che abbiamo rappresentato nella prima parte dell’articolo:

{\color{blue}z=3+i2\Rightarrow|z|=\sqrt{3^2+2^2}=\sqrt{13}}\enspace,\\
{\color{green}w=-1+i5\Rightarrow|w|=\sqrt{(-1)^2+5^2}=\sqrt{26}}\enspace,\\
{\color{skyblue}u=5\Rightarrow |u|=\sqrt{5^2+0^2}=5}\enspace,\\
{\color{pink}t=-i6\Rightarrow|t|=\sqrt{(-6)^2}=6}\enspace,\\
{\color{orange}v=-3-i4\Rightarrow|v|=\sqrt{(-3)^2+(-4)^2}=5}\enspace.\\

Proprietà del modulo

Ora vediamo le principali proprietà di cui gode il modulo:

{\color{blue}1)}|z|\geq0\text{ e }|z|=0 \iff z=0\enspace.\\
\ \\
{\color{blue}2)}|\overline z|=|z|\enspace.\\
\ \\
{\color{blue}\text{Dimostrazione:}}\\
{\color{blue}|\overline z|=\sqrt{\overline z\cdot \overline{\overline z}}=\sqrt{\overline z\cdot z}=|z|\enspace.\ \ \ \ \ \ \  \square}\\
\ \\
{\color{blue}3)}|z\cdot w|=|z|\cdot|w|\enspace.\\
\ \\
{\color{blue}\text{Dimostrazione:}}\\
{\color{blue}|z\cdot w|=\sqrt{(z\cdot w)\cdot\overline{(z\cdot w)}}=\sqrt{z\cdot w\cdot \overline z\cdot \overline w}=\sqrt{z\cdot \overline z \cdot w\cdot \overline w}=}\\
{\color{blue}\sqrt{z\cdot\overline z}\cdot\sqrt{w\cdot\overline w}=|z|\cdot|w|\enspace.\ \ \ \ \ \ \  \square}\\
\ \\
\text{Da questa proprietà possiamo ricavare: }\\
{\color{blue}3a)} |z^n|=|z|^n\enspace.\\
\ \\
{\color{blue}3b)}\Big|\frac zw\Big|=\frac{|z|}{|w|}, w\ne0\enspace.\\
\ \\
{\color{blue}4)}|Re\ z|\leq|z|\enspace.\\
\ \\
{\color{blue}\text{Dimostrazione:}}\\
{\color{blue}|z|=\sqrt{a^2+b^2}\geq\sqrt{a^2}=|a|=|Re\ z|\enspace.\ \ \ \ \ \ \ \square}\\
\ \\
\text{In modo totalmente analogo abbiamo anche:}\\
{\color{blue}4a)}|Im\ z|\leq|z|\enspace.\\
\ \\
{\color{blue}5)\text{Disuguaglianza triangolare:}}\\
\forall z,w\in \mathbb C  \ \ \ \ |z+w|\leq|z|+|w|\enspace.\\
\ \\
{\color{blue}\text{Dimostrazione:}}\\
{\color{blue}|z+w|^2= (z+w)\cdot\overline{(z+w)}=(z+w)\cdot(\overline z+\overline w)=}\\
{\color{blue}=z\cdot\overline z+w\cdot \overline w+z\cdot\overline w+\overline z\cdot w=|z|^2+|w|^2+ z\cdot\overline w+\overline{(z\cdot \overline w)}=}\\
{\color{blue}|z|^2+|w|^2+2Re\ (z\cdot\overline w)\leq |z|^2+|w|^2+2|Re(z\cdot \overline w)|}\\
{\color{blue}|z|^2+|w|^2+2|z\cdot \overline w|=|z|^2+|w|^2+2|z|\cdot|w|=(|z|+|w|)^2\enspace.}\\
{\color{blue}\text{Quindi vale:}}\\
{\color{blue}|z+w|\leq(|z|+|w|)^2\enspace,}\\
{\color{blue}\text{da cui, estraendo la radice per entrambi i membri, otteniamo proprio}}\\
{\color{blue}|z+w|\leq|z|+|w|\enspace.\ \ \ \ \ \ \square}

Calcolo delle derivate di funzioni elementari

Iniziamo vedendo qualche esempio di derivate che si possono calcolare direttamente utilizzando le regole di derivazione viste in Derivate delle funzioni elementari – Paraboliamo.

{\color{blue}1)}f(x)=x^4\Rightarrow f'(x)=4\cdot x^{4-1}=4x^3\enspace.\\
\ \\
{\color{blue}2)}f(x)=\frac1{x^{2}}=x^{-2}\Rightarrow f'(x)=(-2)\cdot x^{-2-1}=-2x^{-3}=\frac{-2}{x^3}\enspace.\\
\ \\
{\color{blue}3)}f(x)=\sqrt x=x^{\frac12}\Rightarrow f'(x)=\frac12\cdot x^{\frac12-1}=\frac12x^{-\frac12}=\frac{1}{2\sqrt x}\enspace.\\
\ \\
{\color{blue}4)}f(x)=\sqrt [3]x=x^{\frac13}\Rightarrow f'(x)=\frac13\cdot x^{\frac13-1}=\frac13x^{-\frac23}=\frac{1}{3\sqrt[3]{x^2}}\enspace.\\
\ \\
{\color{blue}5)}f(x)=\sqrt{\frac1x}=\frac{1}{\sqrt x}=x^{-\frac12}\Rightarrow f'(x)=-\frac12\cdot x^{-\frac12-1}=-\frac12x^{-\frac32}=-\frac{1}{2x\sqrt{x}}\enspace. \\
\ \\
{\color{blue}6)}f(x)=\sqrt[4]{x^3}=x^{\frac34}\Rightarrow f'(x)= \frac34\cdot x^{\frac34-1}=\frac34x^{-\frac14}=\frac3{4\sqrt[4]x}\enspace.\\
\ \\
{\color{blue}7)}f(x)=x\sqrt x=x^{1+\frac12}=x^{\frac32}\Rightarrow f'(x)=\frac32\cdot x^{\frac32-1}=\frac32x^{\frac12}=\frac32\sqrt x\enspace.\\
\ \\
{\color{blue}8)}f(x)=\frac {x^2}{\sqrt[3]x}=x^{2-\frac13}=x^{\frac53}\Rightarrow f'(x)=\frac53\cdot x^{\frac53-1}=\frac53x^{\frac23}=\frac53\sqrt[3]{x^2}\enspace.\\
\ \\
{\color{blue}9)}f(x)=2^x\Rightarrow f'(x)=2^x\ln2\enspace.\\
\ \\
{\color{blue}10)}f(x)=\Big(\frac13\Big)^x\Rightarrow f'(x)=\Big(\frac13\Big)^x\ln\Big(\frac13\Big)=\Big(\frac13\Big)^x\ln3^{-1}=-\Big(\frac13\Big)^x\ln3\enspace.\\ \
\\
{\color{blue}11)}f(x)=e^x\Rightarrow f'(x)= e^x\enspace.\\
\ \\
{\color{blue}12)}f(x)=\log_2x\Rightarrow f'(x)=\frac1x\cdot\frac1{\ln3}=\frac{1}{x\ln3}\enspace.\\
\ \\
{\color{blue}13)}f(x)=\log_{\frac14}x\Rightarrow f'(x)=\frac1x\cdot\frac1{\ln \Big(\frac14\Big)}=\frac{1}{x\ln4^ {-1}}=-\frac{1}{x\ln4}=\enspace.\\
\ \\
{\color{blue}14)}f(x)=\log_{\frac34}x\Rightarrow f'(x)=\frac1x\cdot\frac1{\ln \Big(\frac34\Big)}=\frac{1}{x\ln\Big(\frac34\Big)}\enspace.

Ora che abbiamo visto come calcolano alcuni esempi di derivate elementari, vediamo qualche problema risolvibile tramite questo stesso tipo di conti.

{\color{blue}1)}\text{Determina le equazioni della retta tangente e della retta normale} \\
\text{al grafico della funzione }f(x)=x^3\text{  nel punto di ascissa }2.\\
\text{Per risolvere questo tipo di esercizi, iniziamo calcolando la parte mancante del}\\
\text{punto del grafico che ci interessa: in questo caso ci manca l'ordinata, che }\\
\text{si ottiene sostituendo nella funzione il valore dato dell'ascissa:}\\
y_0=(2)^3=8\Rightarrow \text{il punto che ci interessa è }P(2,8)\enspace.\\
\text{Calcoliamo il valore della derivata:}\\
f'(x)=3x^2\enspace,\\
\text{che, quando }x_0=2,\text{ prende il valore}\\
f'(2)=3\cdot(2)^2=12\enspace.\\
\text{Ora abbiamo tutto quello che ci serve per calcolare la retta tangente nel punto }P:\\
y-f(x_0)=f'(x_0)(x-x_0)\Rightarrow y-8=12(x-2)\Rightarrow y=12x-24+8\Rightarrow y=12x-16\enspace.\\
\text{Per calcolare la retta normale, calcoliamone il coefficiente angolare:}\\
\ \\
-\frac{1}{f'(x_0)}=-\frac1{12}\enspace,\\
\ \\
\text{quindi la retta normale ha equazione: }\\
\ \\
y-8=\frac1{12}(x-2)\Rightarrow y=-\frac1{12}x+\frac16+8\Rightarrow y=-\frac1{12}x+\frac{49}{6}\enspace.\\
\ \\
\ \\
{\color{blue}2)}\text{Determina le equazioni della retta tangente e della retta normale} \\
\text{al grafico della funzione }f(x)=\cos x\text{  nel punto di ascissa }\frac \pi4.\\
\text{Come nel caso precedente iniziamo calcolando l'ordinata del punto, che }\\
\text{si ottiene sostituendo nella funzione il valore dato dell'ascissa:}\\
y_0=\cos\Big(\frac \pi4\Big)=\frac{\sqrt2}2\Rightarrow \text{il punto che ci interessa è }P\Big(\frac \pi6,\frac{\sqrt2} 2\Big)\enspace.\\
\text{Calcoliamo il valore della derivata:}\\
f'(x)=-\sin x\enspace,\\
\text{che, quando }x_0=\frac \pi6,\text{ prende il valore}\\
f'\Big(\frac\pi6\Big)= -\frac{\sqrt2}2\enspace.\\
\text{Ora abbiamo tutto quello che ci serve per calcolare la retta tangente nel punto }P:\\
y-f(x_0)=f'(x_0)(x-x_0)\Rightarrow y-\frac{\sqrt2}2=-\frac{\sqrt2}2\Big(x-\frac \pi 6\Big)\Rightarrow y=-\frac{\sqrt2}2x+\frac{\sqrt2\pi}{12}-\frac{\sqrt2}2\enspace.\\
\text{Per calcolare la retta normale, calcoliamone il coefficiente angolare:}\\
\ \\
-\frac{1}{f'(x_0)}=-\frac{-2}{\sqrt2}=+\frac{2}{\sqrt2}\cdot\frac{\sqrt2}{\sqrt2}=\frac{{\color{red}\cancel{{\color{black}2}}}\sqrt2}{{\color{red}\cancel{{\color{black}2}}}}=\sqrt2\enspace,\\
\ \\
\text{quindi la retta normale ha equazione: }\\
\ \\
y-\frac{\sqrt2}2=\sqrt2\Big(x-\frac\pi6\Big)\Rightarrow y=-\sqrt 2x+\frac{\sqrt2\pi}{6}+\frac{\sqrt2}{2}\enspace.\\
\ \\
\ \\
 {\color{blue}3)}\text{Determina le equazioni della retta tangente e della retta normale} \\
\text{al grafico della funzione }f(x)=2^x\text{  nel suo punto di  intersezione con l'asse }y.\\
\text{Per individuare il punto che ci interessa, ricordiamo che il punto di intersezione con}\\
\text{l'asse delle }y\text{corrisponde al punto si ascissa }0.\\
\text{Quindi dobbiamo sostituire il valore }x=0:
y_0= 2^0=1\enspace.\\
\text{Calcoliamo il valore della derivata:}\\
f'(x)=2^x\ln2\enspace,\\
\text{che, quando }x_0=0,\text{ prende il valore}\\
f'(0)=2^0\ln2=\ln2\enspace.\\
\text{Ora abbiamo tutto quello che ci serve per calcolare la retta tangente nel punto }P:\\
y-f(x_0)=f'(x_0)(x-x_0)\Rightarrow y-1=\ln2(x-0)\Rightarrow y=\ln2 x+1\enspace.\\
\text{Per calcolare la retta normale, calcoliamone il coefficiente angolare:}\\
\ \\
-\frac{1}{f'(x_0)}=-\frac{1}{\ln2}=\enspace,\\
\ \\
\text{quindi la retta normale ha equazione: }\\
\ \\
y-1=-\frac{1}{\ln2}(x-0)\Rightarrow y=-\frac{1}{\ln2}x+1\enspace.\\

La derivata e le sue applicazioni geometriche

Come abbiamo visto nel primo articolo teorico sulle derivate, ovvero in Il concetto di derivata – Paraboliamo, se una funzione è derivabile in un punto x0, allora il coefficiente angolare della retta tangente a tale funzione proprio nel punto x0 equivale al valore della derivata in quel punto. Ovvero:

\text{Sia }f \text{una funzione derivabile in }x_0.\\
\text{Il coefficiente angolare della retta tangente ad }f\text{ nel punto }P(x_0,f(x_0))\\
\text{equivale a }f'(x_0) \text{ quindi l'equazione della retta tangente risulta:}\\
y-f(x_0)=f'(x_0)(x-x_0)\enspace.\\
\text{Questa equazione deriva dalla formula della retta passante per il punto }P(x_0,y_0)\\
\text{con coefficiente angolare }m:\\
y-y_0=m(x-x_0)\enspace.

Inoltre, grazie a questa equazione, possiamo ricavare anche quella della retta normale (cioè la retta perpendicolare alla retta tangente) ad una funzione in un punto sfruttando il rapporto che c’è tra i coefficienti angolari di due rette perpendicolari:

\text{se una retta ha coefficiente angolare }m, \text{allora una qualsiasi retta perpendicolare}\\
\ \\
\text{ad essa ha coefficiente angolare  }m'=-\frac1m\enspace.

Quindi, sfruttando nuovamente la formula della retta passante per un punto, otteniamo:

\text{L'equazione della retta normale nel punto }x_0 \text{ di una funzione }f\\
\text{derivabile in tale punto, è la seguente:}\\
\ \\
y-f(x_0)=-\frac{1}{f'(x_0)(x-x_0)}\enspace.

Vediamo qualche esempio:

{\color{blue}1)}\text{Determina l'equazione della retta tangente e della retta normale al grafico della }\\
\text{funzione }y=3x^2+2x\text{ nel suo punto di ascissa }x_0=0\enspace.\\
\ \\
\text{Per risolvere questo tipo di esercizi, iniziamo calcolando la parte mancante del}\\
\text{punto del grafico che ci interessa: in questo caso ci manca l'ordinata, che }\\
\text{si ottiene sostituendo nella funzione il valore dato dell'ascissa:}\\
y_0=3\cdot(0)^2+2\cdot0=0\Rightarrow \text{il punto che ci interessa è }P(0,0)\enspace.\\
\text{Calcoliamo il valore della derivata:}\\
f'(x)=6x+2\enspace,\\
\text{che, quando }x_0=0,\text{ prende il valore}\\
f'(0)=6\cdot0+2=2\enspace.\\
\text{Ora abbiamo tutto quello che ci serve per calcolare la retta tangente nel punto }P:\\
y-f(x_0)=f'(x_0)(x-x_0)\Rightarrow y-0=2(x-0)\Rightarrow y=2x\enspace.\\
\text{Per calcolare la retta normale, calcoliamone il coefficiente angolare:}\\
\ \\
-\frac{1}{f'(x_0)}=-\frac12\enspace,\\
\ \\
\text{quindi la retta normale ha equazione: }\\
\ \\
y-0=\frac12(x-0)\Rightarrow y=-\frac12x\enspace.\\
\ \\
{\color{blue}2)}\text{Determina l'equazione della retta tangente e della retta normale al grafico della }\\
\ \\
\text{funzione }y=\frac{2x-1}{x^2}\text{ nel suo punto di ordinata}x_0=1\enspace.\\
\ \\
\text{Per risolvere questo tipo di esercizi, iniziamo calcolando la parte mancante del}\\
\text{punto del grafico che ci interessa: in questo caso ci manca l'ascissa, che }\\
\text{si ottiene sostituendo nella funzione il valore dato dell'ordinata:}\\
\ \\
1=\frac{2x_0-1}{x_0^2}\Rightarrow\frac{2x_0-1-x_0^2}{x_0^2}=0\\
\ \\
C.E. :x^2_0\ne0\Rightarrow x\ne0\\
\ \\
\text{fissate le condizioni di esistenza, un'equazione fratta equivale a 0}\\
\text{se il suo numeratore equivale a }0.\\
2x_0-1-x^2_0=0\Rightarrow x^2_0-2x_0+1=0\Rightarrow (x_0-1)^2=0\Rightarrow x_0=1\enspace.\\
\text{Quindi il punto che ci interessa è }P(1,1).\\
\ \\
\text{Ora calcoliamo il valore della derivata:}\\
f'(x)= \frac{2(x^2)-(2x-1)2x}{(x^2)^2}=\frac{2x^2-4x^2+2x}{x^4}=\frac{-2x^2+2x}{x^4}=\\
\ \\
=\frac{2{\color{purple}\cancel{\color{black}{x}}}(-x+1)}{{\color{purple}\cancel{\color{black}{x^4}}}{\color{purple}x^3}}=\frac{-2(-x+1)}{x^3}\enspace.\\
\ \\
\text{Calcoliamo il valore della derivata nel punto di ascissa }x_0=1:\\
\ \\
f'(1)=\frac{-2(-(1)+1)}{1^3}=0 \\
\text{Dato che il coefficiente angolare è 0, abbiamo una retta orizzontale, di equazione}\\
y=x_0\Rightarrow y=1\enspace.\\
\text{In questo caso quindi la retta normale è una retta verticale}\\
\text{di equazione }x=y_0\Rightarrow x=1\enspace.

Classificazione dei punti di non derivabilità

Ricordiamo cosa significa che una funzione sia derivabile in un punto:

\text{Sia }f \text{ una funzione continua in un punto }x_0\text{ e derivabile in un intorno di tale punto},\\
\text{eccetto al più il punto stesso.}\\
\text{Se esistono (finiti o infiniti) i limiti:}\\
\underset{x\rightarrow x_0^-}{\lim}f'(x)=a\ \ \ \ \  \text{e }\ \ \ \ \ \underset{x\rightarrow x_0^+}{\lim}f'(x)=b\\
\text{da cui risulta:}\\
f'_-(x_0)=a\ \ \ \ \ \text{ e }\ \ \ \ \ \ f'_+(x_0)=b\enspace.\\
\text{In particolare, se }a=b\in \R,\text{ allora }f \text{  è derivabile in }x_0\text{ e }f'(x_0)=a=b\enspace.

Supponiamo di avere una funzione definita in un punto x0 e in tale punto sia continua ma non derivabile. Vediamo quali sono i possibili casi che si possono incontrare.

Punto angoloso

\text{Abbiamo un punto angoloso in } x_0 \text{ quando in tale punto la derivata sinistra e la derivata}\\
\text{ destra esistono, sono finite, ma sono diverse.}\\
\text{Geometricamente, questo significa che esistono due tangenti diverse in }x_0,\\
\text{una da destra e una da sinistra}.

Vediamo un esempio grafico:

Punto angoloso in O=(0,0)

In questo caso la derivata sinistra ha valore -1, mentre la derivata destra ha valore +1 nell’origine, quindi lì abbiamo un punto angoloso.

Osserviamo come spesso il punto in cui si annulla un modulo porti ad avere proprio un punto angoloso.

Cuspide

\text{Abbiamo un punto di cuspide in } x_0 \text{ quando in tale punto la derivata sinistra }\\
\text{e la derivata destra sono infinite ma di segno opposto}.\\
\text{Geometricamente si vede la tangente verticale e si riconosce perché }\\
\text{assomiglia al punto angoloso, ma crea appunto una cuspide.}

Vediamo un esempio grafico:

Punto di cuspide in O=(0,0)

In questo caso la derivata sinistra ha valore -infinito, mentre la derivata destra ha valore +infinito nell’origine, quindi lì abbiamo un punto angoloso.

Flesso o punto a tangente verticale

\text{Abbiamo un punto di flesso in } x_0 \text{ quando in tale punto la derivata sinistra }\\
\text{e la derivata destra sono infinite e con lo stesso segno}.\\
\text{Geometricamente si vede un punto di flesso verticale se abbiamo una forma}\\
\text{ad "s" verticale.}

Vediamo un esempio grafico:

Punto a tangente verticale in O=(0,0)

Osserviamo come in generare le cuspidi e i punti di flesso si hanno soprattutto nei punti in cui si annullano le radici.

Inoltre i punti in cui si raccordano le funzioni possono sempre generare punti di non derivabilità.

La derivata della funzione inversa

In quest’ultimo articolo sulle regole di derivazione, vedremo un ultimo caso: la derivata della funzione inversa. Come vedremo, per dimostrare la formula che regola tale derivazione, ci servirà la regola per la derivazione di funzioni composte, già trattata in: Paraboliamo Le derivate di funzioni composte Analisi1.

Teorema

\text{Sia }f\text{ una funzione continua e invertibile in un intervallo }I.\\
\text{Allora, se }f \text{ è derivabile in un punto }x\in I \text{ e }f'(x)\ne0, \text{ la funzione inversa}\\
g=f^{-1} \text{ risulta derivabile nel punto }y=f(x) \text{ e la sua derivata vale:}\\
\ \\
D[g(y)]=\frac1{f'(x)}\enspace. 

Osserviamo che nella dimostrazione supporremo di aver già dimostrato che la funzione g sia derivabile nel punto y.

Dimostrazione:

 {\color{blue}\text{Dato che stiamo supponendo di avere una funzione }g \text{ derivabile in }y}\\
{\color{blue}\text{e che }g \text{ sia la funzione inversa di f}, \text{allora vale l'identità}}\\
{\color{blue}g(f(x))=x\enspace.}\\
{\color{blue}\text{Ora deriviamo entrambi i membri di questa equazione}}\\
{\color{blue}g'(f(x))\cdot f'(x)=1\enspace,}\\
{\color{blue}\text{dove nel primo membro abbiamo utilizzato la regola di derivazione composta.}}\\
{\color{blue}\text{Per ipotesi sappiamo che }y=f(x) \text{ e }f'(x)\ne0,\text{ da cui otteniamo}}\\
\ \\
{\color{blue}g'(y)=\frac1{f'(x)}\enspace,}\\
{\color{blue}\text{cioè proprio la nostra tesi.}\ \ \ \ \ \ \ \ \ \ \ \ \ \ \ \ \ \ \ \  \square}

Esempi:

{\color{blue}1)}\text{Calcolare la derivata della funzione inversa di }f(x)=x^3 \text{ nel punto x=3.}
\\
\text{Osserviamo come questa funzione sia invertibile, dato che è strettamente}\\
\text{crescente}\Rightarrow \text{possiamo calcolare }g'(y).\\
\text{Iniziamo calcolando }y=f(x):\\
y=f(3)=(3)^3=27\enspace.\\
\text{Ora calcoliamo }f'(x)=3x^2\Rightarrow f'(3)=3\cdot(3)^2=27\enspace.\\
\text{Abbiamo tutti gli elementi per calcolare il valore della derivata inversa:}\\ 
\ \\
g'(y)=\frac1{f'(x)}\Rightarrow g'(27)=\frac{1}{27}\enspace.\\
\ \\

{\color{blue}2)}\text{Calcolare la derivata della funzione inversa di }f(x)=2x+e^x \text{ nel punto x=0.}
\\
\text{Osserviamo come questa funzione sia invertibile, dato che è strettamente}\\
\text{crescente}\Rightarrow \text{possiamo calcolare }g'(y).\\
\text{Iniziamo calcolando }y=f(x):\\
y=f(0)=2\cdot0+e^0=1\enspace.\\
\text{Ora calcoliamo }f'(x)=2+e^x\Rightarrow f'(0)=2+e^0=3\enspace.\\
\text{Abbiamo tutti gli elementi per calcolare il valore della derivata inversa:}\\ 
\ \\
g'(y)=\frac1{f'(x)}\Rightarrow g'(1)=\frac{1}{3}\enspace.\\
\ \\

{\color{blue}3)}\text{Calcolare la derivata della funzione inversa di }f(x)=\ln x+e^{3x} \text{ nel punto x=1.}
\\
\text{Osserviamo come questa funzione sia invertibile, dato che è strettamente}\\
\text{crescente}\Rightarrow \text{possiamo calcolare }g'(y).\\
\text{Iniziamo calcolando }y=f(x):\\
y=f(0)=\ln(1)+e^{3\cdot1}=e^3\enspace.\\
\ \\
\text{Ora calcoliamo }f'(x)=\frac1x+3e^{3x}\Rightarrow f'(1)=\frac11+3\cdot e^{3\cdot1}=1+3e^3\enspace.\\
\ \\
\text{Abbiamo tutti gli elementi per calcolare il valore della derivata inversa:}\\ 
\ \\
g'(y)=\frac1{f'(x)}\Rightarrow g'(e^3)=\frac{1}{1+3e^3}\enspace.\\

La derivata di funzioni composte

Grazie all’articolo sull’algebra delle derivate, cioè Algebra delle derivate – Paraboliamo, possiamo risolvere un grande quantitativo di derivate, ma basandoci soltanto su quelle regole non sapremmo calcolare funzioni del tipo

\ln(x+3), \ \ \ \sin(2x),\  \ \ \ 2^{x^2},\dots\enspace.

Tutte queste funzioni però, possono essere viste come la composizione di due funzioni:

\ln(x+3) \text{ può essere vista come }f\circ g, \text{dove }f(x)=\ln x\text{ e } g(x)=x+3\enspace,\\
\ \\
\sin(2x)\text{ può essere vista come }f\circ g, \text{dove }f(x)= \sin x \text{ e }g(x)=2x\enspace,\\
\ \\
2^{x^2}\text{ può essere vista come }f\circ g, \text{dove }f(x)=2^x \text{ e }g(x)=x^2\enspace.

A questo punto vediamo un teorema che mostra il legame tra la derivata di una funzione composta e la derivata delle singole funzioni che andiamo a comporre.

Teorema

\text{Sia }g \text{ una funzione derivabile nel punto }x \text{ e sia }f \text{ una funzione derivabile nel punto}\\
g(x).\text{ Allora la funzione composta }f\circ g \text{ è derivabile nel punto }x \text{ e vale}\\
D[f\circ g]=f'(g(x))\cdot g'(x)\enspace.

Dimostrazione:

{\color{blue}\text{Iniziamo considerando il rapporto incrementale:}}\\
\ \\
{\color{blue}\underset{h\rightarrow0}{\lim}\frac{s(x+h)-s(x)}{h}=\underset{h\rightarrow0}{\lim}\frac{f(g(x+h))-f(g(x))}{h}=}\\
\ \\
{\color{blue}\text{per risolvere questo problema, moltiplichiamo e dividiamo per il valore}}\\
\ \\
{\color{green}\frac{g(x+h)-g(x)}{g(x+h)-g(x)}}\\
\ \\
{\color{blue}=\underset{h\rightarrow0}{\lim}\frac{f(g(x+h))-f(g(x))}{h}\cdot{\color{green}\frac{g(x+h)-g(x)}{g(x+h)-g(x)}}=}\\
\ \\
{\color{blue}=\underset{h\rightarrow0}{\lim}\frac{f(g(x+h))-f(g(x))}{g(x+h)-g(x)}\cdot\frac{g(x+h)-g(x)}{h}=}\\
\ \\
{\color{blue}\text{A questo punto, vogliamo usare il teorema dei limiti che ci assicura che }}\\
{\color{blue}\text{il limite di un prodotto finito è il prodotto dei limiti}.}\\
\ \\
{\color{blue}\text{Se consideriamo il primo fattore, rinominiamo }g(x+h)\text{ come:}}\\
{\color{orange}g(x+h)=g(x)+\Delta g}\\
{\color{blue}\text{dove indichiamo con }\Delta g \text{ l'incremento della funzione }g}.\\
{\color{blue}\text{Grazie a questo possiamo riscrivere anche }{\color{purple}\Delta g=g(x+h)-g(x)}}\\
{\color{blue}\text{Riscriviamo il limite come:}}\\
\ \\
{\color{blue}=\underset{h\rightarrow0}{\lim}\frac{f({\color{orange}g(x)+\Delta g})-f(g(x))}{\color{purple}\Delta g}\cdot\frac{g(x+h)-g(x)}{h}=}\\
\ \\
{\color{blue}\text{Ora, dato che la funzione }g \text{ è derivabile, allora è anche continua }.}\\
{\color{blue}\text{Quindi, che consideriamo }h\rightarrow0\Rightarrow g(x+h)-g(x)=0=\Delta g.}\\
{\color{blue}\text{In questo modo, il primo fattore diventa un rapporto incrementale per }f}\\
{\color{blue}\text{e, grazie all'ipotesi della derivabilità, questo fattore è finito}.}\\
{\color{blue}\text{Il secondo fattore è direttamente il rapporto incrementale per }g,}\\
{\color{blue}\text{quindi per l'ipotesi di derivabilità di }g\text{ è ancora finito}.}\\
{\color{blue}\text{Applichiamo il teorema dei limiti:}}\\
\ \\
{\color{blue}=\underset{h\rightarrow0}{\lim}\frac{f(g(x)+\Delta g)-f(g(x))}{\Delta g}\cdot\underset{h\rightarrow0}{\lim}\frac{g(x+h)-g(x)}{h}=}\\
\ \\
{\color{blue}\text{Ora, per quanto detto prima sul limite di }h\rightarrow0\Rightarrow \Delta g\rightarrow0}\\
{\color{blue}\text{facciamo un cambio di variabile nel primo limite:}}\\
\ \\
{\color{blue}=\underset{\Delta g\rightarrow0}{\lim}\frac{f(g(x)+\Delta g)-f(g(x))}{\Delta g}\cdot\underset{h\rightarrow0}{\lim}\frac{g(x+h)-g(x)}{h}=}\\
\ \\
{\color{blue}\text{I due limiti sono i due rapporti incrementali che vogliamo:}}\\
\ \\
{\color{red}\underset{\Delta g\rightarrow0}{\lim}\frac{f(g(x)+\Delta g)-f(g(x))}{\Delta g}=f'(g(x))}\\
\ \\
{\color{skyblue}\underset{h\rightarrow0}{\lim}\frac{g(x+h)-g(x)}{h}=g'(x)}\\
\ \\
{\color{blue}\text{quindi otteniamo:} }\\
\ \\
{\color{blue}\underset{h\rightarrow0}{\lim}\frac{f(g(x+h))-f(g(x))}{h}={\color{red}f'(g(x))}\cdot{\color{skyblue}g'(x)}\enspace,}\\
{\color{blue}\text{che è proprio la nostra tesi.}\ \ \ \ \ \ \ \ \square}

Ora che abbiamo la formula per la derivata composta, possiamo calcolare le derivate delle funzioni che abbiamo dato all’inizio di questo articolo.

Esempi:

{\color{blue}1)}s(x)=\ln(x+3) \text{ può essere vista come }f\circ g, \text{dove } f(x)=\ln x \text{ e }   g(x)=x+3 \\
\ \\
 \text{calcoliamo le due parti della formula:}\\
f'(g(x))\text{ significa calcolare la derivata della funzione }f \text{ e, al posto di }x, \\
\text{copiamo il valore di }g(x). \text{ In questo caso calcoliamo la derivata di }\ln:\\
\ \\
{\color{red}f'(g(x))=\frac1{x+3}}\\
\ \\
g'(x) \text{ si calcola usando soltanto le derivate fondamentali e l'algebra delle derivate.}\\
\text{In questo caso abbiamo }\\
{\color{blue}g'(x)=1}\\
\ \\
\Rightarrow s'(x)={\color{red}\frac1{x+3}}\cdot{\color{blue}1}=\frac{1}{x+3}\enspace.\\
\ \\
{\color{blue}2)}s(x)=\sin(2x) \text{ può essere vista come }f\circ g, \text{dove } f(x)=\sin x \text{ e }   g(x)=2x\\
\ \\
 \text{calcoliamo le due parti della formula:}\\
f'(g(x))\text{ significa calcolare la derivata della funzione }f \text{ e, al posto di }x, \\
\text{copiamo il valore di }g(x). \text{ In questo caso calcoliamo la derivata di }\sin :\\
\ \\
{\color{red}f'(g(x))=\cos (2x)}\\
\ \\
g'(x) \text{ si calcola usando soltanto le derivate fondamentali e l'algebra delle derivate.}\\
\text{In questo caso abbiamo }\\
{\color{blue}g'(x)=2}\\
\ \\
\Rightarrow s'(x)={\color{red}\cos (2x)}\cdot{\color{blue}2}=2\cos(2x)\enspace.\\
\ \\
{\color{blue}3)}s(x)=2^{x^2} \text{ può essere vista come }f\circ g, \text{dove } f(x)=2^x\text{ e }   g(x)=x^2\\
\ \\
 \text{calcoliamo le due parti della formula:}\\
f'(g(x))\text{ significa calcolare la derivata della funzione }f \text{ e, al posto di }x, \\
\text{copiamo il valore di }g(x). \text{ In questo caso calcoliamo la derivata di }\sin :\\
\ \\
{\color{red}f'(g(x))=2^{x^2}\cdot\ln2}\\
\ \\
g'(x) \text{ si calcola usando soltanto le derivate fondamentali e l'algebra delle derivate.}\\
\text{In questo caso abbiamo }\\
{\color{blue}g'(x)=2x}\\
\ \\
\Rightarrow s'(x)={\color{red}2^{x^2}\cdot\ln2}\cdot{\color{blue}2x}=2x2^{x^2}\ln2\enspace.

Algebra delle derivate

In questo articolo andremo ad analizzare il rapporto che c’è tra l’operazione di derivazione e operazioni algebriche.

Linearità della derivata

Dimostriamo che la derivata è lineare.

Teorema

\text{Siano }f \text{ e }g \text{ due funzioni derivabili in un punto }x_0 \text{ interno al dominio sia di }f\\
\text{sia di }g. \text{ Allora anche la funzione }f+g\text{ è derivabile in }x_0 \text{ e vale:}\\
D[f(x_0)+g(x_0)]=f'(x_0)+g'(x_0)\\
\text{Inoltre, se }c \text{ è una costante, allora anche la funzione }c\cdot f\\
\text{è derivabile in }x_0\text{ e risulta: }\\
D[c\cdot f(x_0)]=c\cdot f'(x_0)\enspace.

Un caso particolare si ha quando consideriamo

D[f(x_0)-g(x_0)]=f'(x_0)-g'(x_0)

Dimostrazione:

{\color{blue}\text{Iniziamo dimostrando che: }D[f(x)+g(x)]=f'(x)+g'(x)\enspace.}\\
{\color{blue}\text{Calcoliamo il rapporto inclementale:}}\\
\ \\
{\color{blue}D[f(x)+g(x)]=\underset{h\rightarrow0}{\lim}\frac{f(x+h)+g(x+h)-(f(x)+g(x))}{h}}
{\color{blue}=}\\
\ \\
{\color{blue} =\underset{h\rightarrow0}{\lim}\frac{f(x+h)-f(x)+g(x+h)- g(x)}{h}}
{\color{blue}=}\\
\ \\
{\color{blue} =\underset{h\rightarrow0}{\lim}\frac{(f(x+h)-f(x))+(g(x+h)-g(x))}{h}}
{\color{blue}=}\\
\ \\
{\color{blue} =\underset{h\rightarrow0}{\lim}\Big(\frac{f(x+h)-f(x)}{h}+\frac{g(x+h)-g(x)}{h}\Big)}
{\color{blue}=}\\
\ \\
{\color{blue}\text{Dato che stiamo supponendo le funzioni }f \text{ e }g \text{ derivabili, i loro }}\\
{\color{blue}\text{rapporti incrementali esistono finiti e quindi possiamo applicare il teorema del limite:}}\\
\ \\
{\color{blue} =\underset{h\rightarrow0}{\lim}\frac{f(x+h)-f(x)}{h}+\underset{h\rightarrow0}{\lim}\frac{g(x+h)-g(x)}{h}= f'(x)+g'(x)\enspace.\ \ \ \ \ \ \ \checkmark}\\
\ \\
{\color{blue}\text{Passiamo alla dimostrazione della seconda parte del teorema: }}\\
{\color{blue}D[c\cdot f(x)]=c\cdot f'(x)\enspace.}\\
 {\color{blue}\text{Calcoliamo il rapporto incrementale:}}\\
\ \\
{\color{blue}D[c\cdot f(x)]=\underset{h\rightarrow0}{\lim}\frac{c\cdot f(x+h)-c\cdot f(x)}{h}=\underset{h\rightarrow0}{\lim}\frac{c(f(x+h)- f(x))}{h}=}\\
\ \\
{\color{blue}\text{usando la linearità del limite, abbiamo:}}\\
\ \\
{\color{blue}=c\cdot\underset{h\rightarrow0}{\lim}\frac{ (f(x+h)- f(x))}{h}=}\\
\ \\
{\color{blue}\text{dato che }f(x) \text{è derivabile, otteniamo}}
{\color{blue}=c\cdot f'(x)\ \ \ \ \ \ \ \ \checkmark\ \ \  \ \ \ \ \ \ \ \ \ \ \square}

Esempi:

{\color{blue}1)}f(x)=3x^2-2x+4\Rightarrow3\cdot(2x)-2(1\cdot x^0)+0=6x-2\enspace.\\
{\color{blue}2)}f(x)=x^4+2x^2-2e^x\Rightarrow4\cdot x^3+2\cdot(2x)-2\cdot e^x=4x^3+4x-2e^x\enspace.\\
{\color{blue}3)}3\log_3x-4\cos x+2^x=3\cdot\Big(\frac1{x\ln3}\Big)-4\cdot(-\sin x)+2^x\cdot\ln2=\\
\ \\
=\frac3{x\ln3}+4\sin x+2^x\ln2\enspace.

La derivata del prodotto di due funzioni

Vediamo come, nel caso del prodotto tra funzioni, le cose si complicano rispetto alla somma o alla moltiplicazione di una costante. Come sempre diamo prima la formula con la sua dimostrazione e poi diamo qualche esempio per capire meglio il funzionamento delle derivate.

Teorema

\text{Siano }f \text{ e }g \text{ due funzioni derivabili in un punto }x \text{,  interno al dominio}\\
\text{sia della funzione } f\text{ che della funzione }g.\\
 \text{Allora la funzione }f\cdot g\text{ è derivabile nel punto }x \text{ e vale la formula:}\\
D[f(x)\cdot g(x)]=f'(x)\cdot g(x)+f(x)\cdot g'(x)\enspace.

Dimostrazione:

{\color{blue}\text{Calcoliamo il rapporto inclementale:}}\\
\ \\
{\color{blue}D[f(x)+g(x)]=\underset{h\rightarrow0}{\lim}\frac{f(x+h)\cdot g(x+h)-f(x)\cdot g(x)}{h}}
{\color{blue}=}\\
\ \\
{\color{blue}\text{Per poter ottenere quello che vogliamo, dobbiamo sommare e sottrarre una stessa}}\\
{\color{blue}\text{quantità, così da non cambiare nulla  ma allo stesso tempo questo cambiamento}}\\
{\color{blue}\text{ci permette di effettuare un raccoglimento parziale molto comodo:}}\\
\ \\
{\color{blue}=\underset{h\rightarrow0}{\lim}\frac{f(x+h)\cdot g(x+h){\color{green}-g(x+h)\cdot f(x)+g(x+h)\cdot f(x)}-f(x)\cdot g(x)}{h}}
{\color{blue}=}\\
\ \\
{\color{blue}\text{Quindi, ora possiamo fare un raccoglimento parziale di } g(x+h) \text{ ed }f(x):}\\
\ \\
{\color{blue}=\underset{h\rightarrow0}{\lim}\frac{g(x+h) \cdot (f(x+h) -f(x))+f(x)\cdot(g(x+h)-g(x))}{h}}\\
\ \\
{\color{blue}\text{Spezziamo in due la frazione ed otteniamo}}\\
\ \\
{\color{blue}=\underset{h\rightarrow0}{\lim} \Big(\ g(x+h)\cdot\frac{f(x+h)-f(x)}{h}+f(x)\cdot \frac{g(x+h)-g(x)}{h}\Big)=}\\
\ \\
{\color{blue}\text{Osserviamo come entrambi gli addendi siano finiti: infatti, se consideriamo}}\\
{\color{blue}g(x+h), \text{questo tenderà a }g(x) \text{ per }\underset{h\rightarrow0}{\lim}; }\\
{\color{blue}\text{questo, insieme all'ipotesi di derivabilità che, come visto in un articolo precedente,}}\\
{\color{blue}\text{comporta la continuità, ci assicura che tale valore appartenga ad }\R.}\\
\ \\
{\color{blue}\text{Inoltre, il secondo fattore }\frac{f(x+h)-f(x)}{h}\text{ è il rapporto incrementale di }f}\\
\ \\
{\color{blue}\text{che, sempre per ipotesi, è derivabile e quindi tale valore al limite }\underset{h\rightarrow0}{\lim} \text{ è finito.}}
\ \\ 
{\color{blue}\text{Lo stesso discorso si può fare col secondo addendo. Possiamo quindi utilizzare}}\\
{\color{blue}\text{la proprietà del limite per cui il limite della somma è la somma dei limiti.}}\\
\ \\
{\color{blue}=\underset{h\rightarrow0}{\lim} \ g(x+h)\cdot\frac{f(x+h)-f(x)}{h}+\underset{h\rightarrow0}{\lim} f(x)\cdot \frac{g(x+h)-g(x)}{h}=}\\
\ \\
{\color{blue}=g(x)\cdot f'(x)+f(x)\cdot g'(x)}
{\color{blue}\text{cioè proprio la formula desiderata.\ }\ \ \ \ \ \ \ \ \ \ \square}

Esempi:

{\color{blue}1)}f(x)=x^2e^x\Rightarrow f'(x) =2x\cdot e^x+x^2\cdot e^x=e^x(2x+x^2)\enspace.\\
\ \\
{\color{blue}2)}f(x)=\cos x\ln x\Rightarrow f'(x)=-\sin x\cdot \ln x +\cos x\cdot\frac1x=-\sin x\ln x+\frac{\cos x}{x}\enspace.\\
\ \\
{\color{blue}3)}f(x)=\sqrt[3]x2^x\Rightarrow f'(x)=\frac{1}{3\sqrt[3]{x^2}}\cdot 2^x+\sqrt[3]{x}\cdot2^x\ln2=\frac{2^x}{3\sqrt[3]{x^2}}+ 2^x+\sqrt[3]{x}2^x\ln2\enspace.

Derivata del quoziente

Anche nel caso la derivata del quoziente non abbiamo una formula semplice come nel caso delle somme. Proprio come per il prodotto, vediamo quale risulta la formula

Teorema

\text{Siano }f \text{ e }g\text{ due funzioni, derivabili in un punto }x\text{ che sia interno sia al }\\
\ \\
\text{dominio di }f\text{ che al dominio di }g. \text{ Allora la funzione }\frac f g \text{ risulta derivabile}\\
\ \\
\text{per tutti i valori per cui }g(x)\ne0 \text{ e risulta}\\
\ \\
D\Bigg[\frac{f(x)}{g(x)}\Bigg]=\frac{f'(x)\cdot g(x)-f(x)\cdot g'(x)}{g^2(x)}\enspace.

Dimostrazione:

{\color{blue}\text{Per questa dimostrazione non partiremo dal rapporto incrementale, ma 
sfrutteremo}}\\
{\color{blue}\text{il teorema appena dimostrato sulla derivata prodotto.}}\\
{\color{blue}\text{Possiamo sfruttare tale proprietà grazie all'ipotesi }g\ne0.}\\
{\color{blue}\text{Infatti, grazie a tale ipotesi, possiamo considerare l'identità }}\\
\ \\
{\color{blue}\frac{f(x)}{g(x)}\cdot g(x)=f(x)\enspace.}\\
\ \\
{\color{blue}\text{A questo punto, deriviamo entrambi i membri dell'identità ed otteniamo:}}\\
\ \\
{\color{blue}D\Bigg[\frac{f(x)}{g(x)}\Bigg]\cdot g(x)+\frac{f(x)}{g(x)}\cdot g'(x)=f'(x)\Rightarrow D\Bigg[\frac{f(x)}{g(x)}\Bigg]\cdot g(x)=f'(x)-\frac{f(x)}{g(x)}\cdot g'(x)}\\
\ \\
{\color{blue}\Rightarrow D\Bigg[\frac{f(x)}{g(x)}\Bigg]\cdot g(x)=\frac{f'(x)\cdot g(x)-f(x)\cdot g'(x)}{g(x)} }\\
\ \\
{\color{blue}\Rightarrow D\Bigg[\frac{f(x)}{g(x)}\Bigg] =\frac{f'(x)\cdot g(x)-f(x)\cdot g'(x)}{g^2(x)}}\\
\  \\
 {\color{blue}\text{che è proprio la formula desiderata} .\ \ \ \ \ \ \ \ \ \ \ \ \ \ \ \ \square}

Esempi:

{\color{blue}1)}f(x)=\frac{x^2-1}{3x}\Rightarrow f'(x)=\frac{(2x)\cdot3x-(x^2-1)\cdot3}{(3x)^2}=\frac{6x^2-3x^2+3}{9x^2}=\frac{3x^2+3}{9x^2}=\\
\ \\
\frac{{\color{purple}\cancel{\color{black}{3}}}(x^2+1)}{{\color{purple}3\ \cancel{\color{black}{9}}}x^2}=\frac{x^2+1}{3x^2}\enspace.\\
\ \\
\text{Vediamo un esempio che sfrutta la formula della derivata quoziente per}\\
\text{trovare la derivata della tangente:}\\
\ \\
{\color{blue}2)}f(x)=\frac{e^x+2}{\ln x}\Rightarrow f'(x)=\frac{e^x\cdot\ln x-(e^x+2)\cdot\frac1x}{(\ln x)^2}=\frac{e^x\ln x-\frac{e^x+2}{x}}{\ln^2 x}=\\
\ \\
=\frac{\frac{xe^x\ln x-e^x-2}{x}}{\ln^2x}=\frac{xe^x-e^x-2}{x\ln^2x}\\
\ \\
{\color{blue}3)}f(x)=\tan x=\frac{\sin x}{\cos x}\Rightarrow f'(x)=\frac{\cos x \cdot \cos x-\sin x \cdot(-\sin x)}{(\cos x)^2}=\frac{\cos ^2 x+\sin ^2x}{\cos ^2 x}=\\
\ \\
=\frac{\cos^2x}{\cos^2}+\frac{\sin^2 x}{\cos^2x}=1+\tan^2x\\
\ \\
\text{che, sfruttando la formula fondamentale della goniometria }{\color{orange}\cos^2x+\sin^2x=1},\\
\ \\
\text{può anche essere scritto come: }\frac{\color{orange}1}{\cos^2x}\enspace.\\
\ \\

Come caso particolare del teorema della funzione quoziente, possiamo vedere la derivata della funzione reciproca, ovvero vogliamo calcolare:

f^{-1}(x)=\frac{1}{f(x)}\enspace.

Teorema

\text{Sia }f(x) \text{ una funzione derivabile in un punto }x. \text{ Allora la sua funzione reciproca è }\\
\text{derivabile in tutti i valori di }x \text{ per cui }f(x)\ne0 \text{ e la sua derivata è:}\\
\ \\
D\Bigg[\frac1{f(x)}\Bigg]=-\frac{f'(x)}{f^2(x)}

Dimostrazione:

{\color{blue}\text{Sfruttiamo la formula del quoziente:}}\\
\ \\
{\color{blue}D\Bigg[\frac1{f(x)}\Bigg]=\frac{0\cdot f(x)-1\cdot f'(x)}{f^2(x)}=-\frac{f'(x)}{f^2(x)}\ \ \ \ \ \ \ \ \ \ \ \square}

Vediamo un esempio di derivata inversa: la cotangente.

f(x)=\cotg x=\frac1{\tan x}\Rightarrow f'(x)=- \frac{\frac{1}{\cos^2x}}{\tan^2x}=-\frac{1}{\cos^2x}\cdot\frac{1}{\tan^2x}=\\\
\ \\
=-\frac{1}{\cos^2x}\cdot\frac{1}{\frac{\sin^2x}{\cos^2x}}=-\frac{1}{{\color{blue}\cancel{\color{black}{\cos^2x}}}}\cdot\frac{{\color{blue}\cancel{\color{black}{\cos^2x}}}}{\sin^2x}=-\frac{1}{\sin^2x}\enspace.

Derivate delle funzioni elementari

Il calcolo delle derivate in generale non viene effettuato tramite la definizione col rapporto incrementale ma attraverso le regole di derivazione ed utilizzando la tabella delle derivate elementari.

Iniziamo dimostrando proprio le formule per le derivate elementari.

La derivata delle potenze

Iniziamo questo paragrafo calcolando la derivata della funzione costante

Teorema

\text{La funzione costante }f(x)=l, \text{con }l\in\R \text{ è derivabile e la sua derivata è la }\\
\text{funzione nulla, cioè }f'(x)=0.

Dimostrazione:

{\color{blue}\text{Calcoliamo il limite del rapporto incrementale della funzione costante:}}\\
\ \\
{\color{blue}f'(x)=\underset{h\rightarrow0}{\lim}\frac{f(x+h)-f(x)}{h}=\underset{h\rightarrow0}{\lim}\frac{l-l}{h}=\underset{h\rightarrow0}{\lim}\ 0=0\enspace.\ \ \ \ \ \ \ \ \ \ \ \ \ \ \ \ \  \square}

Esempio:

f(x)=6\Rightarrow f'(x)=0

Passiamo al calcolo delle derivate della funzione potenza con esponente dato da un numero naturale

Teorema

\text{La funzione potenza }f(x)=x^n\, \text{ con }n \in\N,\ n>1, \text{è derivabile }\forall x \in R \\
\text{e la sua derivata è la funzione }f'(x)=x^{n-1}.

Dimostrazione:

{\color{blue}\text{Come nel caso precedente, calcoliamo la derivata dal rapporto incrementale:}}\\
\ \\
{\color{blue}f'(x)=\underset{h\rightarrow0}{\lim}\frac{f(x+h)-f(x)}{h}=\underset{h\rightarrow0}{\lim}\frac{(x+h)^n-x^n}{h}=}\\
\ \\
{\color{blue}\text{dove, grazie alla formula data dallo sviluppo binomiale, otteniamo:}}\\
\ \\
{\color{blue}=\underset{h\rightarrow0}{\lim}\frac{[x^n+nx^{n-1}h+\cdots+nxh^{n-1}+h^n]-x^n}{h}=}\\
\ \\
{\color{blue}=\underset{h\rightarrow0}{\lim}\frac{{\color{orange}\cancel{\color{blue}{x^n}}}+nx^{n-1}h+\cdots+nxh^{n-1}+h^n{\color{orange}\cancel{\color{blue}{-x^n}}}}{h}=}\\
\ \\
{\color{blue}=\underset{h\rightarrow0}{\lim}\frac{{\color{red}\cancel{\color{blue}{h}}}\cdot(nx^{n-1}+\cdots+nxh^{n-2}+h^{n-1})}{{\color{red}\cancel{\color{blue}{h}}}}=}\\
\ \\
{\color{blue}=\underset{h\rightarrow0}{\lim}(nx^{n-1}+\cdots+nxh^{n-2}+h^{n-1})=nx^{n-1}\enspace.\ \ \ \ \ \ \ \ \ \ \ \ \ \square}

Esempi:

{\color{blue}1)}\ f(x)=x\Rightarrow f'(x)=1\cdot x^{1-1}=1\cdot x^0 =1\enspace.\\
{\color{blue}2)}\ f(x)=x^2\Rightarrow f'(x)=2\cdot x^{2-1}=2x^1=2x\enspace.\\
{\color{blue}3)}f(x)=x^4\Rightarrow f'(x)=4\cdot x^{4-1}=4\cdot x^3=4x^3\enspace.

Se consideriamo una potenza con esponente naturale e non soltanto reale possiamo dare una generalizzazione del teorema precedente:

Teorema

\text{La funzione potenza }f(x)=x^\alpha, \text{ con }\alpha\in\R, \text{ è derivabile }\\
\text{e la sua derivata è la funzione } f'(x)=\alpha\cdot x^{\alpha-1}

Vediamo alcuni esempi che mostrano come questa generalizzazione ci permetta di calcolare le derivate di funzioni che possono essere riscritte in forma di potenza:

{\color{blue}1)}f(x)=\frac1x=x^{-1}\Rightarrow f'(x)=(-1)\cdot x^{-1-1}=-x^{-2}=-\frac1{x^{2}}\enspace.\\
\ \\
{\color{blue}2)}f(x)=\frac{1}{x^3}=x^{-3}\Rightarrow f'(x)=(-3)\cdot{x^{-3-1}}=(-3)\cdot x^{-4}=\frac{-3}{x^4}\enspace.\\
\ \\
{\color{blue}3)}f(x)=\sqrt x =x^{\frac12}\Rightarrow f'(x)=\frac12x^{\frac12-1}=\frac12x^{-\frac12}=\frac12\cdot\frac{1}{x^{\frac12}}=\frac12=\frac{1}{\sqrt x}=\frac {1}{2\sqrt x}\enspace.\\
\ \\
{\color{blue}4)}f(x)=\frac{x^2}{\sqrt[3] x}=x^2\cdot x^{-\frac13}=x^{2-\frac13}=x^{\frac53}\Rightarrow f'(x)=\frac53\cdot x^{\frac53-1}=\frac23x^{-\frac23}=\frac23\frac1{\sqrt[3]{x^2}}\enspace.

Osserviamo come, nel caso generalizzato, non abbiamo più la derivabilità per ogni valore reale di x: potremmo avere dei problemi in x=0 (questo si vede negli esempi che abbiamo visto: 0 non appartiene al dominio della derivata ma, tranne nel 4° esempio, appartiene al dominio della funzione).

La derivata di esponenziale e logaritmo

Iniziamo dimostrando la formula della derivata rispetto alla funzione esponenziale

Teorema

\text{La funzione esponenziale }f(x)=a^x, \text{dove }a>0,\ a\neq1,\\
 \text{è derivabile }\forall x \in \R \text{e la sua derivata è la funzione }f'(x)=a^x\ln a\enspace.\\
\text{In particolare, se consideriamo il caso }f(x)=e^x, \text{otteniamo che la sua derivata è}\\
f'(x)=e^x\ln e=e^x\enspace.

Dimostrazione:

{\color{blue}\text{Come sempre,  iniziamo calcolando la derivata del rapporto incrementale:}}\\
\ \\
{\color{blue}f'(x)=\underset{h\rightarrow0}{\lim}\frac{f(x+h)-f(x)}{h}=\underset{h\rightarrow0}{\lim}\frac{a^{x+h}-a^x}{h}=}\\
\ \\
{\color{blue}\text{Raccogliendo }a^x\text{ tale limite diventa}}\\
\ \\
{\color{blue}=\underset{h\rightarrow0}{\lim}\frac{a^x(a^h-1)}{h}=}\\
\ \\
{\color{blue}\text{che si risolve grazie al limite notevole:}}\\
\ \\
{\color{orange}\underset{f(x)\rightarrow0}{\lim}\frac{(a^{f(x)}-1)}{f(x)}=\ln a}\\
\ \\
{\color{blue}=\underset{h\rightarrow0}{\lim}\frac{a^x({\color{orange}a^h-1})}{\color{orange}h}=a^x\ln a\enspace.\ \ \ \ \ \ \ \ \ \ \ \ \ \ \ \square}

Esempi:

{\color{blue}1)}\ f(x)=3^x\Rightarrow f'(x)=3^x\ln 3\enspace.\\
\ \\
{\color{blue}2)}\ f(x)=\Big(\frac12\Big)^x\Rightarrow f'(x)=\Big(\frac12\Big)^x\ln\frac12\enspace.\\
\ \\
{\color{blue}3)}f(x)=e^x\Rightarrow f'(x)=e^x\enspace.

Passiamo ad analizzare il comportamento delle derivate della funzione logaritmo.

Teorema

\text{La funzione logaritmica }f(x)=\log_ax, \text{in cui }a>0,a\ne1, \text{ è derivabile }\\
\ \\
\forall x>0  \text{ e la sua derivata è la funzione } f'(x)=\frac1x\cdot\frac{1}{\ln a}\enspace.\\
\ \\
\text{Come per gli esponenziali, se consideriamo il caso }\log_ax=\ln x, \text{otteniamo un }\\
\ \\
\text{risultato particolare: }f(x)=\ln x\Rightarrow f'(x)=\frac1x\cdot\frac{1}{\ln e}=\frac1x\cdot1=\frac1x\enspace.

Dimostrazione:

{\color{blue}\text{Calcoliamo il rapporto incrementale per questo caso:}}\\
\ \\
{\color{blue}f'(x)=\underset{h\rightarrow0}{\lim}\frac{f(x+h)-f(x)}{h}=\underset{h\rightarrow0}{\lim}\frac{\log_a(x+h)-\log_a x}{h}=}\\
\ \\
{\color{blue}\text{da cui, grazie alle proprietà degli integrali, otteniamo:}}\\
\ \\
{\color{blue} =\underset{h\rightarrow0}{\lim}\frac{\log_a(\frac{x+h}x) }{h} =\underset{h\rightarrow0}{\lim}\frac{\log_a(1+\frac{h}x) }{h}=}\\
\ \\
{\color{blue}\text{Ora vogliamo applicare il limite notevole}}\\
\ \\
{\color{red}\underset{f(x)\rightarrow0}{\lim}\frac{\log_a(1+f(x)) }{f(x)}=\frac1{\ln a}}\\
\ \\
{\color{blue}\text{dove stiamo considerando come }f(x)=\frac hx \text{ che nel nostro limite tende proprio a 0.}}\\
\ \\
{\color{blue}\text{Per ottenerlo, moltiplichiamo e dividiamo il nostro limite per }x}\\
\ \\
{\color{blue}=\underset{h\rightarrow0}{\lim}\frac{\color{red}\log_a(1+\frac{h}x) }{\color{red}\frac hx}\cdot\frac 1x=\frac1x\frac1{\ln a}\enspace.\ \ \ \ \  \ \ \ \ \ \ \ \ \ \ \ \ \ \ \square}

Esempi:

{\color{blue}1)}\ f(x)=\log_3x\Rightarrow f'(x)=\frac1x\cdot\frac1{\ln 3}\enspace.\\
\ \\
{\color{blue}2)}\ f(x)=\log_\frac12 x \Rightarrow f'(x)=\frac1x\cdot\frac1{\ln\frac12} \enspace.\\
\ \\
{\color{blue}3)}f(x)=\ln x\Rightarrow f'(x)=\frac1x\cdot\frac1{\ln e}=\frac1x\enspace.

La derivata delle funzioni seno e coseno

Per finire, vediamo come si comporta la derivata per le due funzioni goniometriche elementari. Iniziamo vedendo la funzione coseno

Teorema

\text{La funzione coseno }f(x)=\cos x\text{ è derivabile }\forall x \in \R\text{ e la sua derivata è la funzione}\\
f'(x)=-\sin x\enspace.

Dimostrazione:

{\color{blue}\text{Calcoliamo il rapporto incrementale per questo caso:}}\\
\ \\
{\color{blue}f'(x)=\underset{h\rightarrow0}{\lim}\frac{f(x+h)-f(x)}{h}=\underset{h\rightarrow0}{\lim}\frac{\cos(x+h)-\cos x}{h}=}\\
\ \\
{\color{blue}\text{nella quale possiamo  applicare la formula di addizione per il coseno:}}\\
\ \\
{\color{blue}=\underset{h\rightarrow0}{\lim}\frac{\cos x\cos h-\sin x\sinh-\cos x}{h}=}\\
\ \\
{\color{blue}\text{Raccogliamo parzialmente}\cos x:}\\
\ \\
{\color{blue}=\underset{h\rightarrow0}{\lim}\frac{\cos x(\cos h-1)-\sin x\sin h}{h}=}\\
\ \\
{\color{blue}\text{che si risolve grazie ai due limiti notevoli della goniometria}}\\
\ \\
{\color{blue}{\color{red}\underset{f(x)\rightarrow0}{\lim}\frac{\cos f(x)-1}{f(x)}=0}\ \text{e} \ {\color{orange}\underset{f(x)\rightarrow0}{\lim}\frac{\sin f(x)}{f(x)}=1}}\\
\ \\
{\color{blue}=\underset{h\rightarrow0}{\lim}\Big(\frac{\cos x({\color{red}\cos h-1})}{\color{red}h}-\frac{\sin x{\color{orange}\sin h}}{\color{orange}h}\Big)=}\\
\ \\
{\color{blue}=\underset{h\rightarrow0}{\lim} (\cos x\cdot {\color{red}0}-\sin x\cdot{\color{orange}1})=-\sin x\enspace.\ \ \ \ \ \ \  \square}

In questo caso e in quello del seno non faremo alcun esempio dato che per ora sappiamo solo risolvere i casi base. Per vedere degli esempi di derivate goniometriche, ci servirà introdurre l’algebra delle derivate e le regole di derivazione composta.

Concludiamo questa parte con la derivazione della funzione seno.

Teorema

\text{La funzione seno}f(x)=\sin x\text{ è derivabile }\forall x \in \R\text{ e la sua derivata è la funzione}\\
f'(x)=\cos x \enspace.

Dimostrazione:

{\color{blue}\text{Anche in quest'ultimo caso, calcoliamo il rapporto incrementale:}}\\
\ \\
{\color{blue}f'(x)=\underset{h\rightarrow0}{\lim}\frac{f(x+h)-f(x)}{h}=\underset{h\rightarrow0}{\lim}\frac{\sin(x+h)-\sin x}{h}=}\\
\ \\
{\color{blue}\text{nella quale possiamo  applicare la formula di addizione per il seno:}}\\
\ \\
{\color{blue}=\underset{h\rightarrow0}{\lim}\frac{\sin x\cos h+\sin h \cos x-\sin x}{h}=}\\
\ \\
{\color{blue}\text{Raccogliamo parzialmente}\sin x:}\\
\ \\
{\color{blue}=\underset{h\rightarrow0}{\lim}\frac{\sin x(\cos h-1)+\sin h\cos x}{h}=}\\
\ \\
{\color{blue}\text{che si risolve grazie ai due limiti notevoli del caso precedente}}\\
\ \\
{\color{blue}{\color{red}\underset{f(x)\rightarrow0}{\lim}\frac{\cos f(x)-1}{f(x)}=0}\ \text{e} \ {\color{orange}\underset{f(x)\rightarrow0}{\lim}\frac{\sin f(x)}{f(x)}=1}}\\
\ \\
{\color{blue}=\underset{h\rightarrow0}{\lim}\Big(\frac{\sin x({\color{red}\cos h-1})}{\color{red}h}+\frac{{\color{orange}\sin h}\cos x}{\color{orange}h}\Big)=}\\
\ \\
{\color{blue}=\underset{h\rightarrow0}{\lim} (\sin x\cdot {\color{red}0}+{\color{orange}1}\cdot \cos x)= \cos x\enspace.\ \ \ \ \ \ \  \square}